Eventi Melbourne 2013
27/1/2013
Djokovic sesto sigillo


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Getty Images

Siamo giunti all’epilogo della 101esima edizione degli Australian Open. Resta solo da assegnare il titolo maschile. Come agli US Open 2012, la finale è tra Novak Djokovic (n.1) ed Andy Murray (n.3). Negli head to head il serbo è avanti 10-7. Lo scorso anno si sono affrontati ben 7 volte, 4-3 per Djokovic. Il serbo tenterà di vincere il terzo Australian Open consecutivo, impresa mai riuscita a nessuno nell’era open. Entrambi classe 1987, Murray (15 maggio) è 7 giorni più anziano di Djokovic (22 maggio). Il fantasma di Fred Perry aleggia su Murray, non solo a Wimbledon, ma anche a Melbourne. Perry è stato infatti l’ultimo britannico a vincere gli Australian Open nel 1934. Al vincitore andrà un assegno di 2.430.000 dollari australiani, pari a quasi 2 milioni di euro. Lo sconfitto si consolerà con 1.215.000 AUD, quasi 1 milione di euro. Chiunque sia il vincitore, Nole conserverà la prima posizione mondiale, Andy la terza.

All’entrata dei giocatori il pubblico della Rod Laver Arena è sonoramente più dalla parte del serbo. Alla sinistra della tribuna stampa scorgiamo tre spettatori d’eccezione: Kevin Spacey, Alex Del Piero e Victoria Azarenka.

Nel primo set i giocatori appaiono piuttosto contratti. Il ritmo è blando. I due giocano insolitamente corto. Ne approfitta maggiormente Murray guidando gli scambi. Djokovic gioca due metri dietro la riga di fondo. Pochi vincenti e molti errori. Lo spettacolo non è all’altezza dell’evento. Il serbo riesce comunque a procurarsi 4 palle break nel sesto gioco ed una nell’ottavo. Tutte sprecate. Il set si decide al tie-break. Djokovic lo gioca in modo disastroso. Con un doppio fallo e 4 gratuiti lo perde 7-2 e regala il set a Murray.

Djokovic subisce una striscia negativa di 16 punti a 2 e si ritrova a servire nel secondo set sotto 0-1 e 0-40. Tre palle break pesantissime che potrebbero ipotecare il match. Il serbo ha un improvviso sussulto d’orgoglio ed annulla le chance dello scozzese prendendo sempre l’iniziativa in modo vincente. La partita è tornata in equilibrio. Il livello del gioco si sta gradualmente elevando. Gli scambi diventano più lunghi ed intensi. E’ necessario ancora un tie-break per risolvere il secondo set. I due giocatori tengono il servizio. Sul 2-2, servizio Murray, tra la primo ed il secondo servizio lo scozzese si distrae per scacciare una piuma dal campo e commette un decisivo doppio fallo che gli costerà il tie-break. 7-3 per Djokovic.

Il serbo, esaltato dal set appena conquistato, prende definitivamente possesso del timone del match. Piedi ben piantati in campo inizia a pressare lo scozzese che lentamente esce dalla partita. Nell’ottavo gioco del quarto set, dopo 2 ore e 52 minuti, arriva il primo break del match. E’ a favore di Djokovic che va a servire sul 5-3 e chiude il set.

Nel quarto set il serbo dilaga. Murray è allae corde. Subisce due break consecutivi. Dopo 3 ore e 40 minuti e match point per Djokovic. Murray affossa un rovescio incrociato in rete. Djokovic è ancora re di Melbourne.

Non è stata una bella finale. I primi due set sono stati piuttosto modesti. Poi, grazie a Djokovic, la partita è decollata. Murray non ha saputo sfruttare le chance avute per andare in vantaggio di due set. Poi non è stato capace di reagire quando il serbo ha preso la partita in meno.

Federer si sta avvicinando al naturale tramonto. Il futuro di Nadal è incerto. I giovani fanno fatica ad emergere. Sicuramente vedremo ancora diverse volte questa finale negli Slam dei prossimi 3-4 anni.

Djokovic b. Murray 6-7 7-6 6-3 6-2



26/1/2013
Azarenka pirotecnica



Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Getty Images

Oggi è l’Australia Day. Festività molto sentita a Down Under. Nel tragitto verso Melbourne Park incrociamo molte auto con una piccola bandiera australiana posta sul cofano.

Sulla Rod Laver Arena è il giorno della finale femminile. Prima dell’incontro un coro di bambini canta l’inno nazionale. Scendono in campo Victoria Azarenka, n.1 e campione uscente, e Na Li. In caso di vittoria la bielorussa conserverà la prima posizione, altrimenti Serena Williams le toglierà lo scettro. Precedenti 5-4 per l’Azarenka che ha però vinto gli ultimi 4 confronti. La cinese, in caso di vittoria, diventerebbe la più anziana vincitrice degli Australian Open, a 30 anni e 335 giorni. Il record è detenuto da Margaret, vincitrice nel 1973 a 30 anni e 169 giorni.

L’avvio del match è favorevole alla Li. La cinese è molto aggressiva. Rapidissima, grazie ad un ottimo timing, ruba il tempo all’Azarenka costringendola a molti errori. Il servizio stasera è un optional. I break non fanno notizia. La cinese si porta avanti 5-2 ma si fa prendere dalla fretta. L’Azarenka accorcia le distanze e va a servire sul 4-5. La Li non riesce a capitalizzare 3 set point. Alla quarta occasione ci pensa l’Azarenka, con un doppio fallo, a regalare il primo set alla cinese.

La partita ha però ormai preso una diversa direzione. Gli scambi sono ora comandati dalla bielorussa, pur con tanti errori. L’Azarenka va sul 3-0. Sul 3-1 30-15, la cinese è presa in contropiede, appoggia male il piede sinistro e subisce una lieve distorsione alla caviglia. La partita viene interrotta per alcuni minuti per consentire l’intervento del medico. Alla ripresa l’Azarenka porta a casa il set.

Il pubblico della Rod Laver Arena è tutto per la Li. Numerosa la comunità cinese a Melbourne, ma anche gli atteggiamenti poco simpatici della bielorussa portano il pubblico neutrale a spingere la Li. Nel terzo set, sul 2-1 per l’Azarenka, il gioco viene interrotto per lasciare spazio allo stupendo spettacolo pirotecnico che tradizionalmente si tiene per l’Australia Day. Indubbiamente la cosa più bella della serata. La partita non è certo memorabile. Alla ripresa del gioco ancora una brutta caduta della cinese sulla caviglia sinistra. La Li necessita nuovamente del medical time out. L’Azarenka prende il largo e vince con merito il suo secondo Australian Open consecutivo dopo 2 ore e 40 minuti.

Azarenka b. Li 4-6 6-4 6-3



25/1/2013
Murray sfinisce Federer. Errani/Vinci conquistano il doppio


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Alessandro Terziani

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni all’interno della Rod Laver Arena. In programma la semifinale più attesa, quella tra Roger Federer ed Andy Murray. Confronti diretti sostanzialmente in equilibrio con Murray avanti 10-9. Murray però non ha mai vinto con Federer in un torneo dello Slam. Si sono incontrati 3 volte, sempre in finale, con lo scozzese che ha vinto un solo set a Wimbledon 2012. Cammino fin qui immacolato per Murray che non ha ancora perso un set ed è stato in campo 8 ore e 56 minuti. Federer ha lasciato 2 set a Tsonga ed ha giocato complessivamente per 10 ore e 47 minuti.

Nel primo set Federer ha molti problemi con il servizio. Poche le prime in campo. Ben 7 le palle break concesse. L’unica messa a segno dallo scozzese, nel terzo gioco, è però quella che deciderà il set. Murray, al contrario, serve alla grande. Infila numerose prime vincenti, servendo ad una media di 200 km/h. Una sola palla break per lo svizzero, annullata da Murray con un ace. Lo scozzese va avanti di un set in 45 minuti.

Secondo set caratterizzato ancora dai servizi. Murray è sempre ingiocabile quando serve. Ma anche Federer ha iniziato a servire efficacemente. Neppure una palla break concessa da entrambi i giocatori. Si giunge al tie-break. Inaspettatamente Murray è tradito dalla prima di servizio. Federer si porta sul 4-1 ma si fa rimontare. Sul 5-5 Murray fa rimbalzare troppo corta una facile voleè alta di diritto che consente a Federer di aggiudicarsi il punto con un bel passante incrociato di rovescio. Lo svizzero serve sul 6-5 e incamera il set in 58 minuti.

Nel terzo set si recita sempre lo stesso copione. Murray vince i propri turni di battuta senza dover ricorrere mai ai vantaggi. Federer serve piuttosto bene ma Murray approfitta, nel sesto gioco, di una delle 3 palle break avute nel set. Lo scozzese è nuovamente avanti di un set dopo altri 36 minuti.

Quarto set. Nel quarto gioco accade un fatto insolito. Murray, dopo addirittura 15 turni di battuta consecutivi vinti senza mai concedere più di due punti a Federer, perde il servizio. Lo svizzero allunga fino al 4-1 ma spreca il vantaggio. Appare piuttosto stanco. Calano nuovamente le sue  percentuali al servizio ed aumentano gli errori. Due break portano Murray a servire per il match sul 6-5. Uno scambio molto duro è chiuso da Federer con uno splendido rovescio lungo linea. E’ palla break. Federer risponde alla grande ad una prima di Murray a 207 km/h. Lo scozzese, sorpreso, tira fuori il successivo diritto. Secondo tie-break. Un orgoglioso Federer lo gioca con la necessaria aggressività di fronte ad un Murray piuttosto passivo. Dopo 3 ore e 31 minuti si va al quinto set.

E’ subito evidente che Federer è sulle gambe. Già al primo turno di servizio concede una chance a Murray. Una stecca di rovescio al termine di un lungo scambio consegna il gioco allo scozzese. Murray pianta i piedi bene in campo e comanda il gioco. Lo svizzero non regge più gli scambi. L’ultimo set dura solo 30 minuti. Murray per il terzo Slam consecutivo è nuovamente in finale.

Federer non ha mai dato l’impressione di poter vincere. Tradito dal servizio per lunghi tratti del match, è stato tenuto in partita da Murray. Lo scozzese poteva chiudere il match prima ma nella sua testa affiorano ancora vecchie paure. Alla fine, per inerzia, ha vinto comunque la partita stante la netta superiorità fisica sulla lunga distanza rispetto allo svizzero. In finale con Djokovic sarà tutta un’altra storia.

Murray b. Federer 6-4 6-7 6-3 6-7 6-2

Sara Errani e Roberta Vinci, un anno dopo, ancora in finale agli Australian Open. Questa volta da favorite. Avversarie le australiane Ashleigh Barty, 16 anni, e Casey Dell’Acqua, 12 anni più anziana. Curiosamente la Dell’Acqua vanta una finale in doppio al Roland Garros 2008 in coppia con Francesca Schiavone. Le azzurre, prima coppia mondiale, sono alla caccia del terzo Slam, dopo Roland Garros e US Open 2012. Le azzurre partono con il cipiglio giusto. Effettuano subito il break sul servizio della mancina Dell’Acqua che, inizialmente, è la gamba zoppa del doppio aussie. Un altro break sulla Dell’Acqua e le azzurre portano a casa il primo set in soli 29 minuti. Le ‘cichi’ somo molto più affiatate dell’improvvisata coppia avversaria. Ancora un break sulla povera Dell’Acqua e le italiane vanno sul 2-1 e servizio. Qui inizia una nuova partita. Sara Errani gioca un brutto game di servizio e subisce il contro break. Le australiane prendono fiducia con il pubblico amico che inizia ad incitarle calorosamente. Anche Roberta Vinci inizia a sbagliare facili voleè. Sul nuovo servizio della Errani è ancora break. Serve la Barty e le australiane pareggiano il conto dei set. Si riapre una partita che sembrava ormai finita. Il terzo set inizia in modo atipico. I primi due giochi vedono perdere il servizio la Vinci e la Barty che ancora non lo avevano mai ceduto. Il sesto gioco è decisivo. La Barty, decisamente calata nel terzo set, cede ancora il servizio. E’ l’allungo decisivo delle italiane che, tornate sui loro livelli consueti, non concedono più nulla alle avversari. Gli Australian Open sono loro. Adesso manca solo Wimbledon per realizzare il Grand Slam Career.

Errani/Vinci b. Barty/Dell’Acqua 6-2 3-6 6-2

Nulla da fare per Filippo Baldi contro Nick Kyrgios, australiano di genitori grechi, nella semifinale del torneo junior. Kyrgios, fisico già da adulto, è troppo più potente dell’azzurrino. L’australiano, alto 191 cm, serve ben 9 ace in 7 turni di battuta. Per la potenza del servizio, nelle qualificazioni del torneo open ha servito a 210 km/h, è soprannominato ‘Scud’, come Philippoussis.  Potenti anche i colpi di rimbalzo. Baldi fatica a reggere lo scambio. Il match, senza storia, dura solo 41 minuti. Un plauso a Baldi autore comunque di un ottimo torneo.

Kyrgios b. Baldi 6-2 6-1



24/1/2013
Djokovic schianta Ferrer e vola in finale. Femminile: finale Azarenka-Li. Junior: Baldi, che colpo. Ko Quinzi. Fuori Bolelli/Fognini


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Getty Images

In una Rod Laver gremita, in programma la prima semifinale maschile. In campo il n.1 mondiale Novak Djokovic e David Ferrer.

Parte al servizio lo spagnolo. Il gioco segue il copione previsto. Lunghi scambi da fondocampo con Djokovic che guida le danze e fa percorrere chilometri a Ferrer. Lo spagnolo non ha colpi che possano far male al serbo. Ferrer cerca a volte di spostarsi sul diritto per cercare il vincente ma espone il proprio lato destro al micidiale rovescio lungolinea di Djokovic. Il serbo effettua due break consecutivi nel quinto e nel settimo gioco. Con un ace chiude il primo set in 29 minuti.

La partita è monotona. Djokovic vince con estrema facilità i propri turni di battuta. Ferrer fatica a tenere i propri. Altri due break per il serbo nel secondo set che scivola via in 34 minuti. Molti giornalisti abbandonano la tribuna stampa per iniziare a scrivere di una partita ornai segnata.

Nel terzo set continua la mattanza per soli altri 26 minuti. Djokovic vince in 1 ora e 29 minuti lasciando solo 5 giochi allo spagnolo. Una delle semifinali Slam più noiose e senza storia degli ultimi anni. Sicuramente ci rifaremo domani sera con Federer-Murray.

Djokovic b. Ferrer 6-2 6-2 6-1

In un’afosa Melbourne, si disputano le due semifinali femminili.

Prime a scendere in campo sulla Rod Laver Arena, Maria Sharapova e Na Li. Largamente favorita la russa che ha letteralmente asfaltato le malcapitate avversarie fin qui incontrate. Ma la cinese è giocatrice intelligente che sa come giocare contro Masha. Ci ha vinto 4 volte su 12 confronti. Ed è ancora nei nostri occhi la finale di Roma persa solo al tie-break del terzo set.

La Sharapova serve e si capisce subito che il servizio non è quello dei giorni migliori. Due doppi falli iniziali ed è subito break per la cinese. Sul 3-1 un secondo break. La cinese è brava ad anticipare sempre la palla ed a far muovere la russa. La Sharapova tira comunque sempre tutto, numerosi i gratuiti. Un break per parte e dopo 48 minuti la Li incamera il primo set.  Il secondo set è una fotocopia del primo. La Sharapova quando è in difficoltà non è in grado di cambiare tattica di gioco. Continua a forzare i colpi sbagliando molto. La cinese tiene sempre il proprio turno di servizio e breakka due volte la russa. Altri 45 minuti e la Na Li è nuovamente in finale agli Australian Open, la prima volta nel 2011. Deludente Maria Sharapova incapace di reagire ad una giornata ‘no’.

Avversaria della Li in finale sarà la n.1 del ranking e campione uscente, Victoria Azarenka. La bielorussa si è sbarazzata della 19enne Sloane Stephens che nei quarti era stata artefice della clamorosa eliminazione di Serena Williams. Troppa leggera la statunitense per impensierire Vicka. L’Azarenka ha piantato bene i piedi in campo ed ha sempre comandato il gioco costringendo a numerosi errori l’avversaria. L’Azarenka ha comunque rischiato di riaprire il match quando è andata a servire per il match sul 5-3. Si procura ben 5 match point ma non riesce a metterli a frutto. Al termine del gioco Vicka si tocca la spalla e chiede un medical time out forse tattico. Sul servizio della Stephens, l’Azarenka si procura il sesto match point. Un rovescio lungo della statunitense chiude il match dopo 1 ora e 41 minuti.

Sabato finale inedita contro la Li. Entrambe le giocatrici sono alla caccia del loro secondo Slam in carriera.

Li b. Sharapova 6-2 6-2

Azarenka b. Stephens 6-1 6-4

 Caldo torrido oggi a Melbourne, con il solito forte vento a disturbare i giocatori. Palcoscenico di prestigio per Simone Bolelli e Fabio Fognini. Nella Rod Laver Arena affrontano in semifinale la coppia n.1 al mondo, i gemelli Bob e Mike Bryan. Gli statunitensi, oro olimpico a Londra 2012, hanno in bacheca 12 titoli dello Slam. Per la coppia azzurra è la seconda semifinale in uno Slam dopo gli US Open 2011. Entrambe le coppie servono molto bene e tengono agevolmente i propri turni di battuta senza concedere palle break. Sul 5-4 per i Bryan, servizio Fognini, lo stesso Fognini sbaglia una facile voleè alta di diritto. E’ la prima palla break del match. Sulla lenta seconda di Fognini, risposta molto profonda dei Bryan che costringe il taggese all’errore. Peccato. Gli azzurri hanno giocato un ottimo primo set, perso davvero per un punto. Nel secondo set, sul 2-2, grande turno alla risposta di Bolelli/Fognini che si guadagnano ben 3 palle break. Una bella risposta di Fognini sui piedi dei Bryan regala agli azzurri l’atteso break. Bolelli va a servire per il secondo set sul 5-3 dopo che gli italiani avevano salvato 3 palle break nei precedenti turni di servizio. Sul secondo set point Bolelli infila una prima vincente e porta in parità il conto dei set. Terzo set. Sull’1-0 per gli statunitensi, Fognini gioca un turno di battuta disastroso. Due doppi falli, una voleè lunga di rovescio di Bolelli e ed un rovescio lungo di Fognini, regalano il break ai Bryan/Bryan. Fognini sbatte violentemente la racchetta sul plexicushion della Rod Laver. I gemelli non concederanno più nulla al servizio e chiuderanno il match, dopo 1 ora e 36 minuti, strappando nuovamente il servizio a Fognini. La coppia azzurra, per un set e mezzo, ha giocato veramente bene, sia sui colpi al volo che su quelli di rimbalzo. Poi è inziato a calare il servizio degli azzurri, in particolare quello di Fognini che ha subito ben 3 break, I Bryan hanno dimostrato di essere la coppia più forte al mondo. Hanno concesso solo 3 palle break, nello stesso gioco, in tutto il match. Si sono fiondati a rete su ogni palla coprendola in modo davvero egregio.

B. Bryan/M. Bryan b. Bolelli/Fognini 6-4 4-6 6-2

Quarti di finale del torneo junior con due azzurrini ancora in gara.

Sul court 2 Gianluigi Quinzi sfida l’aussie, di chiare origine elleniche, Thanasi Kokkinakis. L’australiano ha goduto di una wild card in quanto non disputa solitamente tornei junior ma frequenta il circuito challenger, è n.758 ATP. Lo scorso anno Quinzi lo ha battuto in 3 set. Kokkinakis è dotato di un ottimo servizio e di un diritto esplosivo. Quinzi cerca di giocare profondo e di spostare l’avversario che, in movimento, va spesso fuori giri. Il primo set si gioca punto su punto. Kokkinakis lo vince al tie-break 7-5. Il secondo set è vinto bene da un Quinzi molto solido che serve in modo efficace e regala pochissimo. Nel terzo set si alza un forte vento che crea molti problemi al servizio di Quinzi. Dal 4-4 l’italiano subirà 3 break consecutivi conditi da 5 doppi falli. L’australiano regala il contro break per due volte con una serie di gratuiti. Sul 7-6 a proprio favore, Kokkinakis infila due ace e chiude il match con l’ennesimo diritto vincente.

Compito arduo per Filippo Baldi. Sul court 20 affronta il n.1 delle classifiche junior, il serbo Nikola Milojevic. Nel primo set Baldi è piuttosto contratto, regala molto, ed il serbo ha vita facile. Nel secondo set scende in campo un Baldi diverso, più determinato a giocarsi il match. L’azzurrino è aggressivo, lotta punto su punto, fa muovere il serbo. Milojevic è passivo. Baldi vince il set. Il terzo set prosegue il copione del secondo. E’ Baldi che fa la partita. Il serbo è incapace di reagire. Filippo Baldi conquista una prestigiosa semifinale.

Kokkinakis b. Quinzi 7-6 2-6 8-6

Baldi b. Milojevic 2-6 6-3 6-3



23/1/2013
Federer soffre ma vince al 5° con Tsonga. E' semifinale con Murray. Doppio: Errani/Vinci in finale, Bolelli/Fognini in semi.


Da Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Getty Images

Decima giornata a Melbourne. Si completa il quadro dei semifinalisti.

Sulla Rod Laver Arena aprono il programma Victoria Azarenka (n.1) e Svetlana Kuznetsova (n.75). La Kuznetsova è avanti 4-3 nei confronti diretti. La russa, dopo 11 anni, è uscita dalle top 50 a seguito di un infortunio al ginocchio che le ha fatto saltare la seconda parte della scorsa stagione. L’Azarenka è chiamata a difendere il titolo dello scorso anno e la prima posizione mondiale dagli attacchi di Sharapova e Williams. La russa è giocatrice molto intelligente. Cerca di non dare ritmo all’Azarenka disennescandole l’artiglieria pesante. Sul 2-1 a proprio favore la Kuznetsova, al termine di un game con ben 19 punti, effettua il break e si issa fino al 4-1. Sul 4-2 la russa perde un brutto servizio. Sul 5-5 la bielorussa con 3 vincenti consecutivi effettua il break decisivo e chiude il set. L’Azarenka, in fiducia, prende in mano saldamente le redini del match ed il secondo set non ha alcuna storia.

Derby generazionale a stelle e strisce tra la 31enne Serena Williams (n.3) e la quasi ventenne Sloane Stephens (n.25). Il match è sulla carta a senso unico. Nell’unico precedente Serena si è imposta nei quarti a Brisbane due settimane fa per 6-4 6-3. Il primo set scivola via veloce. Gli scambi sono brevi. Serena non concede nulla al servizio. Le è sufficiente un break sul 4-3 per aggiudicarsi il set. Nel secondo set le due giocatrici effettuano molti errori e faticano molto di più al servizio. Due break per parte e si arriva al 4-3 e servizio Serena. Sul 15-15 succede l’imprevisto. Serena effettua un brusco movimento per colpire un rovescio in avanzamento. Una smorfia di dolore e si tocca la schiena. Sul 5-4 per la Stephens chiede l’intervento del medico che l’accompagna fuori dal campo per il necessario massaggio. Quando rientra Serena è praticamente bloccata. Serve 4 prime a soli 130 km/h. La ragazzina, in preda al panico per l’improvvisa chance, non ne approfitta. Serena torna a servire sul 5-6. La Stephens finalmente realizza la situazione ed inizia a tenere in campo la palla. Serena è claudicante. Sul primo set point per la Stephens, Serena affossa il diritto in rete. Si pensa ad un ritiro. Ma Serena continua. Impacciata nei movimenti, riesce comunque ad effettuare un break sul 3-3 ma perde subito dopo il servizio. Sul 4-5 serve per tentare di rimanere nel match. La Stephens si procura due match point ma è sufficiente il primo. La sorpresa è clamorosa. Sloane Stephens piange di gioia, ancora non ci crede. E’ in semifinale agli Australian Open.

Favoritissimo Andy Murray (n.3) con la rivelazione Jeremy Chardy (n.36). Negli hesd to head Murray è avanti 4-1, ma l’ultima volta che si sono incontrati ha vinto il francese 6-4 6-4 nel Master 1000 di Cincinnati lo scorso anno. Brutta partenza per il francese a cui non va il servizio, colpo su cui imposta tutto il gioco. Subisce due break iniziali e va sotto 0-4. Sul 4-1 Murray si distrae e perde il turno di battuta a zero. Il francese accorcia e si porta sul 3-4. Murray gestisce bene i successivi turni di battuta e chiude il set. Il secondo e terzo set sono poco più di un allenamento agonistico per lo scozzese che chiude il match in 1 ora e 51 minuti. Comodamente seduto in poltrona assisterà a Federer-Tsonga per conoscere l’avversario della semifinale.

RISULTATI

Quarti di finale

Maschile

Murray b. Chardy 6-4 6-1 6-2

Femminile

Azarenka b. Kuznetsova 7-5 6-1

S. Williams b. Stephens 3-6 7-5 6-4

E’ il quarto di finale più atteso quello tra Roger Federer (n.2) e Jo-Wilfried Tsonga (n.8). Lo svizzero cerca la decima semifinale consecutiva agli Australian Open. Negli 11 precedenti, 8-3 per Federer. Negli Slam 2-1 per lo svizzero, con l’amara sconfitta, due set avanti, a Wimbledon 2011. Stante le numerose richieste di accredito, per la prima volta in questa edizione, gli organizzatori temono che non ci siano posti a sufficienza nella tribuna stampa della Rod Laver Arena. I giornalisti si sono dovuti prenotare in un’apposita lista. Federer è il giocatore più amato in tutto il globo, anche a Down Under. 

Inizia al servizio Tsonga ed è subito break per Federer. Sul 3-2 per lo svizzero arriva il contro break. Sul 4-4, 30-30, il punto più spettacolare del match. Smash di Tsonga che rimbalza molto alto, Federer si eleva ed effettua un contro smash vincente. Standing ovation della Rod Laver Arena. Si arriva al tie-break. Mini break in avvio di Federer che risulterà l’unico e decisivo. I due giocatori tengono il proprio turno di servizio e lo svizzero si aggiudica 7-4 il tie-break.

Il francese è terrificante al servizio. Non dà chance a Federer. Tsonga, sul 3-3, sfrutta l’unica palla break offertagli dallo svizzero. Il francese, nei propri turni di servizio, lascia solo due 15 allo svizzero. E’ 6-4 Tsonga.

Federer non è in una delle sue giornate migliori. Spesso difetta di profondità negli scambi consentendo a Tsonga di aggredire la palla e guidare lo scambio. Terzo set con break e contro break nel secondo e terzo gioco. Comandano nuovamente i servizi e si giunge al secondo tie-break. Rispetto al precedente ci sono vari mini break, ben 5. Tsonga va a servire sul 4-6. Una sua voleè di rovescio in rete consegna il set a Federer.

Quarto set. Sull’1-1 Tsonga annulla ben 4 palle break pesanti allo svizzero e vince il gioco. Il pericolo scampato esalta il francese che inizia a forzare tutti gli scambi. La partita vive fasi alterne. Grandi colpi vincenti ed errori anche grossolani. Sul 3-2 per Tsonga, ben 3 break consecutivi. Due per il francese, uno per lo svizzero. Tsonga serve per il set sul 5-3 e chiude il set con un ace a 206 km/h. Dopo 2 ore e 55 minuti è quinto set.

Il 31enne Federer appare meno stanco e più lucido del più giovane avversario. Il servizio è tornato quello dei momenti migliori. Sul 2-1 per lo svizzero, Tsonga perde malamente il servizio. Si arriva al 5-2 per Federer. Tsonga in battuta per restare aggrappato al match. Annulla ben 4 match point allo svizzero. Federer serve per il match sul 5-3. Il quinto match point si chiude con uno smash vincente dello svizzero. Dopo 3 ore e 34 minuti Federer è in semifinale. L’attende un riposato Andy Murray.

Federer b. Tsonga 7-6 4-6 7-6 3-6 6-3

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e… doppisti. Sono addirittura cinque gli azzurri impegnati oggi nei quarti dei tabelloni doppio.

Simone Bolelli e Fabio Fognini, freschi di convocazione in Davis, affrontano sul court 2 i colombiani Juan Sebastian Cabal e Robert Farah. La coppia azzurra è in gran forma, la semifinale appare alla portata. L’avvio è da incubo. I colombiani sono carichi come molle. I nostri faticano ad entrare in partita. Bolelli ha dolore alla spalla e chiede l’intervento medico. La coppia italiana subisce ben 3 break e cede facilmente il primo set. Il primo gioco del secondo set è quello della svolta. I nostri effettuano subito il break e prendono fiducia. Fognini carica il compagno. Gli azzurri servono decisamente meglio. Praticano un tennis solido facendo sempre giocare la voleè agli avversari che spesso sbagliano. Sventate due pericolose palle break sul 4-3, i nostri pareggiano il conto dei set. Come nel secondo, anche nel terzo set la coppia italiana apre con un break che si rivelerà decisivo. Un piccolo brivido quando Fognini sul 4-3 annulla due palle break con altrettanti servizi vincenti. I colombiani servono sul 3-5 per rimanere nel match. Gli azzurri si procurano un match point che Fognini concretizza con uno schiaffo al volo di diritto. E’ semifinale. La seconda in uno Slam.

Sulla Margaret Court Arena è la volta dell’aretino Daniele Bracciali. In coppia con il ceco Lukas Dlouhy sfida i gemelli Bryan, grandi favoriti della vigilia. Nel primo set i Bryan sono implacabili al servizio. Con un break sul servizio di Dlouhy portano a casa il set. Nel secondo set la coppia italo-ceca si procura ben 6 palle break finalizzandone solo una sul 2-1, dopo che gli statunitensi avevano strappato il servizio al ceco. Sul 5-5 Dlouhy perde per la terza volta la battuta. E’ match per i Bryan/Bryan che in semifinale affronteranno i nostri Bolelli/Fognini.

Dopo l’impresa di ieri contro le Williams, tornano sulla Margaret Court Sara Errani e Roberta Vinci. Avversarie di turno le russe Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina. Servono bene oggi le azzurre. Sole due palle break concesse in tutto il match. Dopo un avvio equilibrato, sul 3-2 le azzurre infilano 3 giochi consecutivi e chiudono il set. Le ‘chichi’ rispondono molto bene e fanno sempre giocare le avversarie che commettono molti errori. Sul 4-4 del secondo set le italiane fanno il break decisivo. Sara Errani va a servire per il match. Due belle voleè della Vinci procurano un match point che viene subito sfruttato delle italiane. E’ finale, come lo scorso anno. Speriamo che questa volta vada meglio.

Bolelli/Fognini b. Cabal/Farah 1-6 6-4 6-3

B. Bryan/M. Bryan b. Bracciali/Dlouhy 6-3 7-5

Errani/Vinci b. Makarova/Vesnina 6-2 6-4

Ottavi di finale del torneo junior. In campo Gianluigi Quinzi e Filippo Baldi.

Quinzi affronta il canadese Hugo Di Feo sul court 6. Il minuto canadese soffre molto la palla più pesante dell’azzurrino. Quinzi si porta agevolmente sul 6-1 2-0 e spreca la palla del 3-0. Il canadese ha un timido rientro nel match che l’azzurrino contiene chiudendo il match 6-4.

Sul court 20 Baldi ha un duro impegno contro il promettente cileno Christian Garin, già nel giro della Davis. L’azzurrino fornisce una prova convincente. Vince con autorità il primo set e rimonta un secondo set quasi compromesso.

Quinzi b. Di Feo 6-1 6-4

Baldi b. Garin 6-3 7-5



22/1/2013
Errani/Vinci affondano la corazzata Williams


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Getty Images

Sulla Margaret Court Arena semifinali in palio tra la coppia n.1 per le classifiche WTA, Errani/Vinci e la coppia considerata, de facto, la più forte al mondo, quella composta da Serena e Venus Williams. Stante le dichiarazioni delle sorellone che hanno dato la loro disponibilità a Mary Jo Fernandez, potrebbe essere anche un gustoso antipasto del prossimo tie di Fed Cup, Italia-USA, in programma a Rimini il 9-10 febbraio. Le Williams non sono ciniche come in altre occasioni, concedono molto. Venus è l’ombra di se stessa. Purtroppo Sara cede due volte il servizio ed il primo set scivola via. Il secondo set è un alternarsi di break e contro break. Le Williams vanno due volte a servire per il match, sul 5-4 e sul 6-5, ma sono bravissime le azzurre a tenersi in partita. Un tie-break perfetto, vinto 7-1, porta Errani/Vinci al terzo set. Le azzurre vanno sotto 3-0, poi Sara, tiene il servizio per la prima volta nel match. E’ un segnale. Le italiane rimontano. In un susseguirsi di punteggi ed emozioni, la Errani va a servire per il match. Sul 40-0 l’ennesimo errore delle statunitensi regala alla coppia azzurra la semifinale. Adesso Errani/Vinci sono davvero le n.1 al mondo.

Errani/Vinci b S. Williams/V. Williams 3-6 7-6 7-5

Sul court 7 in programma il secondo turno del torneo junior per l’azzurrino Gianluigi Quinzi (n.2), avversario il mancino coreano Kim. Quinzi, dopo un primo set piuttosto agevole, è bravo a contenere il coreano nel secondo set. Raggiunge Filippo Baldi negli ottavi di finale.

Quinzi b. Kim 6-2 6-4

A Melbourne nona giornata. In programma i due quarti maschili superiori ed i due quarti femminili inferiori.

Sulla Rod Laver Arena aprono le danze Agnieszka Radwanska (n.4) e Na Li (n.6). Precedenti 5-4 per la cinese, ma la polacca ha vinto l’ultimo confronto pochi giorni fa in semifinale a Sidney. Già dal primo game si capisce che match sarà. Lo vince la Li, sul proprio servizio, in oltre 12 minuti e 18 punti giocati. Le due giocano a specchio. Nessuna ha il colpo per chiudere, gli scambi sono interminabili. Il servizio serve solo per mettere la palla in gioco. Nel primo set si alternano i break ma nessuna delle due giocatrici riesce a staccare l’altra nel punteggio. Sul 6-5 arriva il primo set point per la cinese, ben annullato dalla polacca con una voleè di diritto. Ancora un set point, che questa volta la Li mette a segno con uno smash. 66 minuti la durata del primo set.

La Li cerca maggiormente la conclusione dello scambio. La Radwanska è più passiva. Il secondo set comincia con un illusorio 2-0 per la polacca. Da quel punto inizia un’altra partita. La cinese prende decisamente il comando del gioco e la polacca non reagisce. La Li vince addirittura 5 giochi consecutivi. La Radwanska tiene il servizio e la cinese va a servire per il match sul 5-3. La Li sventa due palle break e chiude l’incontro dopo 1 ora e 42 minuti di gioco. Alla cinese, finalista qui nel 2011, fa bene l’aria di Melbourne.

Maria Sharapova (n.2) affronta nel derby russo Ekaterina Makarova (n.19). Le due si sono incontrate, sempre nei quarti, nella scorsa edizione degli Australian Open. Terminò 6-2 6-3 per Masha. La Makarova non ha mai battuto la Sharapova perdendo tutti e quattro i precedenti. Il match non ha alcuna storia. Masha lascia solo 4 giochi alla connazionale in 1 ora e 6 minuti. In 5 turni disputati la Sharapova ha concesso solo 9 giochi complessivi. Un record per gli Australian Open.

Corrida spagnola tra David Ferrer (n.5) e Nicolas Almagro (n.11). Head to head impietosi per Almagro, sempre uscito battuto nei 12 precedenti. Il primo set si gioca veramente su un punto. Si tratta dell’unica palla break del set che Almagro concretizza sul 3-3. Secondo set fotocopia. Almagro continua a servire benissimo. Effettua il break decisivo sul 2-2 e sul 4-3 annulla due palle break con altrettanti servizi vincenti. Anche il secondo set è suo. Nel terzo set, sul 2-2, ancora break a favore di Almagro che ha ormai la partita in pugno. Va a servire per il match sul 5-4. I fantasmi dei 12 precedenti negativi iniziano a materializzarsi nella testa di Almagro che subisce il break. Sul 5-6 perde addirittura il servizio a zero. Si va al quarto. Almagro si porta sul 5-4 e serve nuovamente per il match. Di nuovo break. Contro break ed Almagro, per la terza volta, va a servire per chiudere la partita. Incredibilmente Almagro subisce ancora il break. Si va al tie-break che Ferrer vince agevolmente. Il quinto set a questo punto non ha più storia. Almagro pensa ancora alle chance sprecate. Ferrer vola sulle ali dell’entusiasmo. Dopo 3 ore e 44 minuti è in semifinale agli Australian Open per la seconda volta, la prima nel 2011. L’attende il vincente della sfida serale tra Djokovic e Berdych.

RISULTATI

Quarti di finale

Maschile

Ferrer b. Almagro 4-6 4-6 7-5 7-6 6-2

Femminile

Sharapova b. Makarova 6-2 6-2

Radwanska b. Li 7-5 6-3



21/1/2013
Seppi, la fine di un sogno


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Getty Images

Alle 12,45 (le 2,45 italiane) di Melbourne, si presentano nell’Hisense Arena, il nostro Andreas Seppi ed il francese Jeremy Chardy. In palio i quarti di finale. Traguardo mai raggiunto da entrambi i giocatori.

Serve Chardy. Il francese, molto contratto, commette 3 doppi falli e concede il break. Anche l’azzurro fatica a tenere il proprio servizio. Annulla una palla break e si porta sul 2-0. Sul 2-1 subisce però il contro break. Chardy non dà ritmo alla partita. Non ci sono praticamente scambi. Si gioca sull’uno-due. Si arriva sul 5-5 e servizio Chardy. Al dodicesimo punto Seppi infila un bel passante di rovescio incrociato. E’ break. L’italiano serve sul 6-5 e chiude il set con un ace.

Il punteggio del secondo set segue l’andamento dei servizi fino al 3-2 per Chardy. Seppi, tradito dalla prima di servizio, concede il break che risulterà decisivo. 6-3 Chardy ed un set pari dopo 1 ora e 26 minuti di gioco. Il francese serve costantemente sopra i 200 km/h e, con il tempo, aumenta le percentuali di prime palle. Seppi sta invece infilando sempre meno prime. Sulla seconda dell’azzurro Chardy mette bene i piedi in campo sparando grandi fucilate di diritto. Anche il rovescio del francese, pur non aggressivo come il diritto, è piuttosto solido con un buon back.

Nel primo gioco del terzo set si decidono probabilmente le sorti del match. Seppi gioca un disastroso turno di servizio, con due doppi falli, ed è subito break. Il vantaggio iniziale pone il francese nelle condizioni psicologiche ideali. Chardy scioglie ancora di più il braccio. Implacabile nel servizio e nei colpi di rimbalzo di diritto. Seppi non ha nessuna chance di break in tutto il set. Il francese va in vantaggio nel conto dei set dopo 2 ore e 6’.

Il match è ormai in discesa per Chardy che, come un toro che vede rosso, aggredisce violentemente tutte le palle infilando vincenti a ripetizione. Il set non ha storia. Dopo 2 ore e 42 minuti di gioco, Chardy chiude il match con una voleè alta di rovescio in diagonale lanciando un urlo liberatorio.

Seppi non ha molto da rammaricarsi. E’ difficile giocare avversari che non scambiano come il francese. Le sorti del match dipendono molto dalla giornata dell’avversario. Quella di Chardy è stata una giornata decisamente positiva. L’italiano sale comunque al n.18 mondiale. Dall’introduzione delle classifiche ATP nel 1973, è il quarto italiano dopo Panatta (n.4), Barazzutti (n.7) e Bertolucci (n.12). Eguaglia Gaudenzi e Camporese. Bravo Andreas.

Chardy b. Seppi 5-7 6-3 6-2 6-2



20/1/2013
Sharapova quarti con record. Errani/Vinci e Bracciali ai quarti in doppio. Bene Quinzi


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Alessandro Terziani

A Melbourne è una giornata calda senza vento. La settima giornata ha in programma gli ottavi di finale della parte alta del tabellone maschile e della parte bassa del tabellone femminile.

Dalla Rod Laver Arena arriva la prima sorpresa. Ne è autrice la bionda Ekaterina Makarova (n.19) che estromette in soli due set la tedesca Angelique Kerber, favorita n.5. La mancina russa, se si giocasse sempre a Melbourne, sarebbe sicuramente una top ten. Si esalta sempre agli Australian Open. Quarto turno nel 2011 superando Ivanovic e Petrova, quarti nel 2012 con gli scalpi di Zvonareva ed addirittura Serena Williams; quest’anno, prima della Kerber, aveva eliminato la Bartoli. L’avventura della Makarova terminerà probabilmente ai quarti contro la connazionale Sharapova (n.2) che anche oggi ha maltrattato l’avversaria di turno, la belga Kirsten Flipkens (n.43). La russa, nei 4 match disputati finora, ha concesso solamente 5 giochi complessivi. Un record per gli Australian Open dall’introduzione, nel 1988, del tabellone a 128. Il precedente record era di 8 giochi, condiviso da Graf (1991) e Seles (1991 e 1993). Il record assoluto negli Slam appartiene a Mary Pierce con 4 giochi (Roland Garros, 1994).

Nel tabellone maschile senza storia l’incontro tra David Ferrer (n.5) e Kei Nishikori (n.18). Impeccabile lo spagnolo nei punti chiave del match. Ben 9 le palle break annullate al giapponese nei primi 2 set (5 nel primo, 4 nel secondo). Un Ferrer sempre molto concentrato, memore delle due brucianti sconfitte con Nishikori alle ultime Olimpiadi ed agli Us Open 2008.

Nei quarti Ferrer affronterà nel derby spagnolo Nicolas Almagro (n.11) che ha approfittato del ritiro, durante il secondo set, di Janko Tipsarevic (n.9). Il serbo era completamente stremato dopo le due maratone con Lacko e Benneteau.

RISULTATI

Maschile – 3° turno

Ferrer b. Nishikori 6-2 6-1 6-4

Almagro b. Tipsarevic 6-2 5-1 rit.

Femminile – 3° turno

Makarova b. Kerber 7-5 6-4

Sharapova b. Flipkens 6-1 6-0

Errani/Vinci soffrono ma avanzano ai quarti. Le cinesi Hsieh/Peng si rivelano un ostacolo più duro del previsto. Sulla Margaret Court Arena la coppia azzurra vince di misura il primo set, poi un black out nel secondo che cedono addirittura a zero. Terzo set senza break fino al 5-5. Un facile smash della Vinci regala il break decisivo alle italiane. La Vinci serve per il match che le azzurre vincono dopo 2 ore e 10 minuti. Nei quarti impegno quasi proibitivo contro le sorelle Williams.

Errani/Vinci b. Hsieh/Peng 6-4 0-6 7-5

Un altro italiano conquista i quarti in doppio. L’aretino Daniele Bracciali ed il ceco Dlouhy, annullano ben 3 match point alla coppia formata dal russo Youzhny e dall’uzbeko Stakhovsky per poi imporsi al tie-break del terzo set. Nei quarti affronteranno i favoriti del torneo, i gemelli Bryan.

Bracciali/Dlouhy b. Stakhovsky/Youzhny 7-6 1-6 7-6

A Melbourne ha preso il via anche il torneo junior. Sei gli azzurrini nei main draw, tre e maschi e tre femmine. Gianluigi Quinzi (n.2) e Filippo Baldi (n.8) compresi tre le teste di serie.

Tutte le azzurrine fuori al primo turno senza vincere un set. Le piemontesi Giulia Pairone e Camilla Rosatello eliminate, rispettivamente, dalla britannica Dunne e dalla statunitense Loeb; la trentina Deborah Chiesa estromessa dalla yankee Kiick.

Nella giornata di ieri, esordio agevole per Filippo Baldi. Il vincitore dell’Avvenire si è imposto sull’aussie Andrijic. Ha deluso invece Stefano Napolitano. Dopo un ottimo primo set dove ho mostrato un ottimo tennis aggressivo, il piemontese si è disunito alla distanza facendosi rimontare dal francese Halys, semifinalista all’ultimo Bonfiglio. Grande attesa, non è una novità, per l’esordio di Gianluigi Quinzi. L’esigua pattuglia dei giornalisti italiani è tutta assiepata intorno al court 19. Il marchigiano non ha deluso le aspettative contro l’australiano Mousley. L’azzurrino ha vinto un difficile primo set contro un avversario che cercava sempre il vincente non dando alcun ritmo. Il secondo set è filato via veloce con l’australiano che ha completamente sciolto.

Junior - 1° turno

Quinzi b. Mousley 6-4 6-0

Baldi b. Andrijic 6-4 6-2

Halys b. Napolitano 2-6 6-4 6-3

Kiick b. Chiesa 6-3 6-4

Loeb b. Rosatello 6-1 6-2

Dunne b. Pairone 6-1 6-2



19/1/2013
Impresa Seppi, adesso Chardy negli ottavi. Vinci out


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Alessandro Terziani

A Melbourne ancora una giornata piuttosto fresca e con un vento molto forte. I due azzurri ancora in gara, Andrea Seppi e Roberta Vinci, si giocano l’accesso agli ottavi di finale degli Australian Open. Per entrambi sarebbe la prima volta. Sono in programma praticamente in contemporanea. Seppi secondo incontro sul court 2, Vinci secondo sulla Margaret Court Arena.

Andreas Seppi (n.23) è sulla carta sfavorito contro Marin Cilic (n.14), semifinalista a Melbourne nel 2010. Anche gli scontri diretti dicono 5-3 per il croato.

Il court 2 è infilato da forti folate di vento. Giocare è problematico, servire ancora di più. Sull’1-1 ben 3 break consecutivi, 2 a favore di Seppi. L’italiano si porta 5-3 e poi va a servire per il set sul 5-4. Subisce il contro break e si va al tie-break. Seppi lo gioca molto male e lo perde 7-2.

L’azzurro perde il servizio in apertura di set ma poi infila 4 giochi consecutivi. Numerosi gli errori da entrambe le parti. Il match è molto condizionato dal vento. Seppi serve sul 5-3 e pareggia il conto dei set.

Nel terzo set un nervoso Seppi subisce il decisivo break sul 3-2 per Cilic. Il croato mantiene i propri turni di servizio e incamera il set.

Il quarto set inizia con un break per parte. L’azzurro sembra aver ritrovato concentrazione e convinzione nei propri mezzi. Sul 4-4 riesce a realizzare il break al terzo tentativo. Serve e si aggiudica il quarto set.

Il quinto set vede protagonista un Seppi tonico ed aggressivo. Si issa 5-2 e servizio. Al terzo match point infila una potente prima che Cilic affossa in rete di rovescio.

Dopo 3 ore e 38 minuti di gioco, Seppi conquista gli ottavi di finale agli Australian Open. L’ultimo azzurro era stato Furlan nel lontano 1996. Adesso un match tutto da giocare contro il francese Chardy che ha clamorosamente eliminato in 5 set l’argentino Del Potro. Seppi, nella virtuale classifica ATP aggiornata ad oggi, è provvisoriamente salito al n.18.

Seppi b. Cilic 6-7 6-3 2-6 6-4 6-2

 Roberta Vinci (n.16) affronta Elena Vesnina (n.47). La russa è avanti 3-1 nei precedenti.

La Vesnina tira molto forte. La Vinci cerca di spostarla e di spezzarle il ritmo. Il primo set si decide sul 5-4 per l’italiana e servizio Vesnina. Un doppio fallo ed un gratuito della russa consegnano il set alla Vinci.

Secondo set sempre molto equilibrato. Si gioca punto su punto. La Vinci appare un po’ troppo passiva. Si limita spesso ad aspettare l’errore dell’avversaria. Dopo 1 ora e 28 minuti, la Vinci riesce comunque a procurarsi un match point sul 5-4 e servizio della russa. Scambio un po’ timoroso della tarantina. La Vesnina forza un rovescio in diagonale e la Vinci non riesce a ribatterlo con il rovescio. Si va al tie-break che la russa si porta a casa 7-4.

Anche il terzo set è una lotta fianco a fianco. Sul 5-4 Vesnina, servizio Vinci, l’azzurra è avanti 30-0. Qui l’italiana commette 4 errori consecutivi e regala match ed ottavi all’avversari dopo 2 ore e 35 minuti di gioco.

Tanto rammarico per un match quasi vinto, con un match point a favore e con un’avversaria decisamente alla portata.

Vesnina b. Vinci 4-6 7-6 6-4



18/1/2013
Djokovic agli ottavi senza sforzo


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Alessandro Terziani

A Melbourne il clima è impazzito. Ieri temperature oltre i 40° senza un filo di vento. Oggi la felpa è d’obbligo. Il cielo è nuvoloso, minaccia pioggia, tira un vento molto fresco, le temperature sono scese di circa 25°.

E’ un’edizione degli Australian Open che ancora stenta a decollare. La quinta giornata ha in programma gli incontri di terzo turno della parte alta del tabellone maschile e della parte bassa del tabellone femminile. Il match di cartello è la sfida serale sulla Rod Laver Arena tra Maria Sharapova e Venus Willians.

Sessione pomeridiana con risultati abbastanza prevedibili sia tra gli uomini che tra le donne.

Sulla Rod Laver Arena il numero uno del mondo Novak Djokovic affronta Radek Stepanek (n.34). Il match è godibile. Il ceco come può si presenta a rete (ben 67 le discese a fine match) esibendo un pregevole repertorio di colpi al volo che entusiasmano il pubblico. Nole gestisce il match. Due sole le palle break concesse ed annullate. Sul 3-3 del primo set e sul 3-4 del terzo. Djokovic ha sempre alzato il livello del gioco nei momenti importanti effettuando un solo break per set, evitando così pericolosi tie-break. I tre grandi favoriti per il titolo maschile non hanno ancora scoperto le carte in attesa di test più probanti.

Accede agli ottavi anche Kei Nishikori (n.18) che non trova difficoltà contro il russo Evgeny Donskoy (n.82) che è sembrato appagato del risultato raggiunto alla sua prima partecipazione in uno slam. Il giapponese è invece chiamato a confermare i quarti dello scorso anno.

Termina l’avventura di Jerzy Janowicz (n.26) fermato da Nicolas Almagro (n.11). Come prevedibile, comanda il servizio. Due soli break, entrambi conquistati da Almagro nel terzo set. Lo spagnolo si era aggiudicato i primi due set al tie-break. Deludente il polacco che in 16 turni di servizio dello spagnolo non è riuscito a procurarsi neppure una palla break.

Janko Tipsarevic (n.9), dopo i 5 set e le 3 ore e 51 minuti necessarie a battere Lacko, ha corso e vinto un’altra maratona di 3 ore e 29 minuti con Julien Benneteau (n.38). L’attaccante francese, finchè gli ha retto il fisico, ha giocato un ottimo tennis aggressivo mettendo in gravi ambasce il serbo. Alla distanza il pallino del gioco gli è sfuggito di mano così come il match.

Agnieszka Radwanka (n.4) irretisce con continue variazioni di gioco la 22enne inglese Heather Watson (n.50). La polacca vince in due facili set ed è la prima giocatrice ad accedere agli ottavi.

Sulla Rod Laver Arena Angelique Kerber (n.5) festeggia il 25esimo compleanno superando la promettente 18enne Madison Keys (n.105) che ha dimostrato di meritarsi la wild card concessa.

Agevole anche il successo della Na Li (n.6) sulla rumena Sorana Cirstea (n.29) al termine di due set non esaltanti, condizionati da numerosi errori.

L’aria di Melbourne esalta la russa Ekaterina Makarova (n.19). Lo scorso realizzò la clamorosa impresa di eliminare Serena Williams, oggi ha superato in 3 set Marion Bartoli (n.11). La francese è apparsa decisamente appesantita e fuori condizione. La mancina Makarova ha comunque rischiato di compromettere un match già vinto rischiando di farsi raggiungere avanti 5-0 nell’ultimo set.

Ancora una volta il derby serbo è appannaggio di Ana Ivanovic (n.13) che si aggiudica l’ottavo confronto diretto, su 11, con Jelena Jankovic (n.21). La bella Ana ha fatto di tutto per perdere il primo set. Sul 5-2 e servizio ha perso 15 punti di fila per poi riuscire a chiudere il set 7-5.  

La Jie Zheng (n.40) non riesce a ripetersi con Julia Goerges (n.18) dopo la clamorosa vittoria con la Stosur. La cinese va servire per il match sul 5-4 del terzo set ma perde malamente il gioco ed anche la partita.



17/1/2013
Al 3° turno Vinci ed uno stoico Seppi


Da Melbourne, Alessandro Terziani – foto Alessandro Terziani

Prima giornata veramente calda a Melbourne con temperature prossime ai 40°. Aprono il programma della quarta giornata gli unici due italiani ancora in gara. Roberta Vinci sul court 7 ed Andreas Seppi sul court 19. E’ una sfida Italia-Uzbekistan.

Avversaria della Vinci l’altissima (190 cm) colored Akgul Amanmuradova (n.199), proveniente dalle qualificazioni. I precedenti inducono ad un cauto ottimismo con la uzbeka in vantaggio 2-1.

Una vecchia conoscenza per Seppi, Denis Istomin (n.50), affrontato due volte lo scorso anno. Vittoria in tre set a Roma ed amara sconfitta a Wimbledon avanti 5-3 e servizio al quinto set. In totale 3-1 gli head to head per l’azzurro. Seppi, vincendo, scavalcherebbe Haas e Dolgopolov, entrando nei primi 20 del provvisorio ranking ATP aggiornato con i risultati odierni.

Partenza fulminante della Vinci che conquista i primi 9 punti del match. L’uzbeka, piuttosto macchinosa nei movimenti, stenta ad entrare in partita. La tarantina si porta sul 3-0, avanti di un break. Non ce ne saranno altri nel primo set che la Vinci incamera dopo 36’.

L’Amanmuradova serve quasi come un uomo, è impresa ardua rispondere alle sue prime. La Vinci è molto brava a farla muovere, gioca piuttosto lungo riuscendo ad evitare il potente diritto della uzbeka. La Vinci serve benissimo. Non conce palle break e colleziona addirittura l’88% di punti con la prima. Varia sempre il servizio, non forte, ma angolato. L’uzbeka deve sempre rispondere in allungo.

Nel secondo set, sul 3-2 a proprio favore, la Vinci effettua il break che replica sul 5-2. Chiude il match in 1 ora e 10 minuti. Al 3° turno affronterà la russa Vesnina con buone speranze di arrivare agli ottavi contro l’Azarenka.

Vinci b. Amanmuradova 6-3 6-2

Partita a specchio quella tra Seppi ed Istomin. I due giocatori giocano in modo molto simile. Buon servizio, ottimi fondamentali, molta regolarità, scarsa ricerca della rete.

Il primo set segue l’andamento dei servizi fino al prevedibile tie-break. Seppi è bravo a recuperare un mini-break iniziale e ad aggiudicarsi il primo parziale.

Il secondo set si decide sul 5-5. Seppi concede una palla break e perde il servizio con un brutto diritto in rete. Istomin serve e riporta in parità il conteggio dei set.

Anche il terzo set fila via veloce fino al tie-break, senza alcuna occasione per i due giocatori di strappare il servizio all’avversario. Sul 4-3 per Istomin, Seppi commette un doppio fallo. Serve nuovamente ed Istomin si aggiudica ancora il punto al termine di un durissimo scambio. E’ un doppio mini-break decisivo. L’uzbeko porta a casa anche il terzo set.

Nel quarto set, sull’1-1, finalmente Seppi si procura la prima palla break dell’incontro dopo quasi 3 ore di gioco. Istomin l’annulla con una prima vincente. Sul 2-2 ancora due palle break non finalizzate da Seppi. L’uzbeko inizia a dare i primi segnali di stanchezza. Sul 6-5 Istomin è a sole due palle dal match. E’ ancora tie-break. Il terzo. Istomin serve e perde il punto. Ancora un mini-break e Seppi va avanti 4-0. L’italiano amministra il vantaggio ed è quinto set.

I frutti del duro lavoro invernale a Bordighera si vedono. Seppi dopo quasi 4 ore ha ancora un’invidiabile condizione atletica. Istomin è sulle gambe. Sul 2-1 per Seppi, il break decisivo dell’azzurro. Dopo una battaglia di 4 ore e 7 minuti, in condizioni climatiche durissime, Seppi chiude al terzo match point con un passante di rovescio che Istomin riesce appena a sfiorare.

Un dato statistico curioso. Su 56 giochi ci sono stati solo 3 break. Uno a favore di Istomin nel secondo set e due per Seppi entrambi nel quinto set.

Al terzo turno ci sarà il croato Marin Cilic. Una gustosa anteprima del prossimo match di Davis.

Seppi b. Istomin 7-6 (4) 5-7 6-7 (3) 7-6 (3) 6-2



16/1/2013
Avanti i big, dramma Stosur, che Janowicz!


Da Melbourne, Alessandro Terziani ? foto Alessandro Terziani

A Melbourne, in una giornata di sole rinfrescata da una discreta brezza proveniente dal vicino oceano, si è disputata una sessione pomeridiana della terza giornata abbastanza interlocutoria.

In campo maschile passano agevolmente al 2° turno i top ten Ferrer, Berdych e Almagro. Bene anche Wawrinka e Nishikori. Querrey, in svantaggio di un set, approfitta del ritiro del connazionale Baker per un infortunio al ginocchio. Da segnalare i successi in 5 set di Janowic z e Melzer. L?unica piccola sorpresa arriva dal derby russo che ha visto prevalere Donskoy sul favorito Youzhny dopo quasi 4 ore di gioco.

Nel tabellone femminile, facili i successi di Sharapova (alla seconda ?bicicletta consecutiva?), Radwanska, Kerber e Li.

Sconfitta drammatica per la Stosur (n.9). Il torneo di casa è per lei un tabù. L?australiana sente sempre troppo la pressione di giocare in casa. Sulla Rod Laver Arena, contro la cinese Zheng, è andata a servire per il match sul 5-2 al terzo set e poi sul 5-4 senza riuscire a chiudere l?incontro. Sul 6-5 per la cinese è andata nuovamente a servire con la mano tremula. Un doppio fallo ha chiuso ingloriosamente il suo match. Ancora lacrime amare per la Stosur dopo la cocente sconfitta al 1° turno dello scorso anno.

Poche e non rilevanti le sorprese negli altri incontri in programma. Vittorie contro pronostico per la qualificata russa Savinykh sulla Cibulkova (n.15), per la wild card statunitense Keys sulla Paszek (n.30) e per la belga Flipkens sulla Zakopalova (n.23).

Il mediocre programma della terza giornata, con tanti incontri squilibrati o tra tennisti dal gioco non particolarmente brillante, ci ha spinto fino al periferico court 8. Attirati dal 22enne gigante polacco Jerzy Janowicz (n.24) che affrontava il talentuoso indiano Somdev Devvarman (n.551), n.62 nel 2011, beneficiario di una wild card dopo una lunga inattività per un grave infortunio alla spalla. Tifo calcistico sulla tribunetta da parte dei numerosi tifosi polacchi che per tutta la durata della partita hanno intonato il tormentone: ?po po po po po polska?.

Il gioco è subito intrigante. JJ che cerca sempre il vincente e si proietta continuamente verso la rete. Devvarman, velocissimo, che riesce a recuperare l?impossibile ed a mettere a segno precisi passanti.

Dopo un break per parte in avvio, il punteggio segue per lungo tempo l?andamento dei servizi. Ben nota l?efficacia del servizio del polacco, ma anche l?indiano, nonostante i 180 cm, è dotato di un buon servizio particolarmente preciso. JJ annulla un set point a Devvarman ed è tie-break. Due chiamate dubbie, non c?è l?occhio di falco, innervosiscono il polacco che va sotto 5-2. Grande recupero del polacco che spreca un primo set point sprecato sul 6-5. Un altro set point annullato per parte e si arriva sul 9-8 per Janowicz. Il diritto dell?indiano sembra fuori, il polacco si ferma, ma la chiamata del giudice di linea non giunge. JJ esplode la sua rabbia urlando ripetute volte: ?How many times??. Il polacco si inginocchia disperato nel punto in cui era caduta la palla. Si alza e, continuando ad inveire, si dirige verso l?imperturbabile giudice di sedia che non può fare a meno di assegnarli il warning. Un altro set point sprecato da JJ ed alla fine l?incredibile tie-break è vinto dall?indiano 12-10.

Nel secondo set continua l?alternanza dei giochi fino al 3-3. Il vento sempre più insistente, crea problemi a Janowicz che inizia ad infilare poche prime. JJ subisce due break consecutivi e cede anche il secondo set. L?incontro sembra decisamente compromesso per il polacco.

Il terzo set inizia come non ti aspetti. L?indiano è improvvisamente svuotato. Cede a zero il proprio servizio. La sua palla diventa improvvisamente sempre più corta. Terzo e quarto set diventano un?esercitazione di tiro per JJ che infila un clamoroso parziale di giochi: 12-1.

Il quinto set si appresta ad essere senza storia. Il polacco effettua il break sul 2-1 e si porta 4-1 e poi 5-2. JJ serve per il match sul 5-3. Serve male e subisce il break. Tutto da rifare. 5-5 al quinto. Sul 6-5 Janowicz spreca un match point con una voleè in rete. Si procura un secondo match point. Sulla seconda di servizio dell?indiano, JJ si sposta sul diritto e lascia partire un tracciante incrociato vincente. Dopo 4 ore esatte di un emozionante e bellissimo match, il polacco si aggiudica l?incontro e va festeggiare in mezzo ai suoi tifosi.

Le statistiche di fine match diranno che JJ ha effettuato 91 vincenti ed è sceso 85 volte a rete. Di questi tempi, un giocatore da seguire con piacere.


 
 


15/1/2013
Resto del Mondo b. Italia 9-2


Da Melbourne, Alessandro Terziani - foto Alessandro Terziani

Seconda giornata agli Australian Open con ombre e luci per i nostri giocatori. Passano al secondo turno, secondo pronostico, Andreas Seppi e Roberta Vinci. Fuori Errani, Schiavone e Volandri.

Aprono il programma sulla Margaret Court, Sara Errani (n.7) e Carla Suarez Navarro (n.33). La spagnola, prima giocatrice fuori dalle teste di serie, è una delle tenniste più talentuose del circuito. Dotata di uno splendido rovescio ad una mano, difetta di continuità e di quella necessaria cattiveria che le hanno finora impedito di raggiungere i grandi risultati.

Parte bene Sara con il break immediato. Ma la spagnola è in una delle sue giornate di grazia. Esemplificativo l?incredibile punto conquistato con una voleè di diritto in tuffo sull?1-1. La Errani insiste troppo sulla diagonale di rovescio che le porterà in dote ben pochi punti. Il rovescio della spagnola è micidiale, pesante e stretto. Sara è molte volte costretta ad aprire il campo all?avversaria.

La Suarez Navarro si porta sul 5-2. Nel gioco successivo spreca 3 set point e subisce il break. Sul servizio dell?italiana, la spagnola conquista il set.

Le due giocatrici, in considerazione della non elevata statura, non brillano certo per il servizio. L?italiana vincerà solo 2 dei 10 turni di battuta. Emblematico il secondo set con addirittura 9 break su 10 giochi disputati. Lo vince la spagnola che riesce ad aggiudicarsi il proprio servizio sul 4-3 a suo favore.

Se la Suarez Navarro ha giocato un ottimo match, soprattutto nel primo set, la Errani è apparsa un po? in ritardo di condizione. Non sempre sulla palla, ha giocato sovente con poca profondità.

L?azzurra non deve comunque perdere fiducia se non arriveranno i risultati dello scorso anno, difficilmente ripetibile. Perdere con la spagnola oggi non è peccato.

Suarez Navarro b. Errani 6-4 6-4

Finalmente buone notizie per i colori azzurri dal court 13. Andrea Seppi (n.23) è il primo italiano a conquistare il secondo turno. Con un match tutto concretezza vince agevolmente contro l?argentino Horacio Zeballos (n.67) non proprio a suo agio su queste superfici. L?italiano chiude la pratica in 3 set in 1 ora e 29 minuti.

Seppi b. Zeballos 6-2 6-4 6-2

Subito dopo Seppi, sul court 13, si affrontano Roberta Vinci (n.16) e Silvia Soler-Espinosa (n.83). Il gap nel ranking non si vede in campo. La minuta spagnola comanda il gioco con buone accelerazioni che però raramente si trasformano in vincenti. La Vinci, per portare a casa il match, ha dovuto lottare punto su punto con tanta pazienza e mettendo a frutto la maggiore esperienza nel giocare i punti decisivi.

Vinci b. Soler-Espinosa 6-3 7-5

Sulla Margaret Court match di cartello tra Francesca Schiavone (n.48), ex campionessa al Roland Garros, e Petra Kvitova (n.8) ex campionessa di Wimbledon. L?Arena è esaurita, il gioco creativo della Schiavone è molto apprezzato anche all?estero.

Il match ha un abbrivio molto equilibrato. Dal 2-2 la Kvitova effettua un doppio break ed arriva a condurre 5-2. Ritorno di fiamma della Leonessa che riduce lo svantaggio. La Kvitova va servire sul 5-4 e chiude il set.

Nel secondo set la Kvitova perde un po? le misure del campo anche grazie alle variazioni di gioco della Schiavone che porta il match in parità.

Sfortunato inizio di terzo set per l?italiana che subisce un doppio break. La Kvitova riesce a stare ben dentro al campo ed a comandare il gioco. Il terzo set e l?incontro scivolano via senza sussulti.

Dopo un lungo periodo grigio, abbiamo finalmente rivisto una Schiavone su ottimi livelli. Un buon viatico per una stagione che può ancora regalarle soddisfazioni.

Kvitova b. Schiavone 6-4 2-6 6-2

Illude il buon avvio di Filippo Volandri (n.87) contro Gilles Simon (n.16), la cui partecipazione è stata in forse per un problema alla schiena. Primo set facile per l'italiano in soli 28'. 

Il francese si scioglie ed il match cambia decisamente direzione. Secondo e terzo set per il francese in poco più di un'ora.

Ad inizio terzo set Volandri inzia ad accusare un fastidio intestinale, a nulla serve l'intervento del medico ai cambi campo. Filo non si muove più e lascia il quarto set senza di fatto giocarlo.

Simon b. Volandri 2-6 6-3 6-2 6-2



14/1/2013
Lunedì nero, tutti fuori gli italiani in gara oggi


Da Melbourne, Alessandro Terziani - foto Alessandro Terziani

Un timido sole, con temperature primaverili intorno ai 20°, allieta la prima giornata degli Australian Open.

Tre italiani in programma sul periferico court 5, uno dei più piccoli. Tre file di seggiolini dietro l'arbitro, tre dalla parte opposta. Se ci togliamo gli occhiali tricolore, in effetti, non sono incontri di cartello.

La prima azzurra a scendere in campo è Karin Knapp contro l'altra qualificata Maria Joao Koehler.

Complice anche il vento, le due giocatrici servono in modo disastroso. Saranno ben 14 i break in 27 giochi disputati. L'italiana ha una palla decisamente più pesante della minuta mancina portoghese. Entrambe sono molto più precise con il rovescio bimane. Molti i 'gratuiti', soprattutto con il diritto. L'italiana sembra più preoccupata di tirare più forte possibile che di impostare uno schema di gioco. Primo set all'azzurra, secondo e terzo alla portoghese in due ore e mezzo di gioco.

Koehler b. Knapp 3-6 6-3 6-3

Nulla da fare per Cipolla contro Kamke. Il tedesco, giocatore minuto come il nostro, è andato a nozze con la palla senza peso del romano. Kamke ha sempre comandato il gioco con accelerazioni continue, difficilmente definitive, che hanno fatto macinare chilometri a Cipolla. Tallone di Achille per l'italiano è stato ancora il servizio, assolutamente insufficiente a certi livelli.

Dopo aver perso nettamente il primo set, Cipolla si è divorato un vantaggio di 4-1 nel secondo, per poi cedere di schianto anche la terza frazione di gioco in poco meno di due ore di gioco.

Kamke b. Cipolla 6-1 6-4 6-1

Camila Giorgi, non pervenuta. La Giorgi vista oggi sul court 5 non era neppure lontana parente della splendida giocatrice ammirata a Wimbledon. Disastrosa al servizio, ben 16 i doppi falli, 3 su 6 i turni di battuta ceduti e numerosi i falli di piede, addirittura uno chiamato sul match point e seconda di servizio.

La Foretz si è limitata a svolgere bene il compitino ributtando la palla oltre la rete in attesa del prevedibile errore dell'azzurra. Come era capitato altre volte, la Giorgi non è stata in grado di variare la tattica di gioco, continuando imperterrita a sparare palle alla cieca.

La francese si è imposta in soli 70' di gioco.

Foretz b. Giorgi 6-1 6-3

Partenza folgorante di Simone Bolelli sul gigante polacco Janowicz. Il bolognese effettua subito il break, ha due palle per il 4-0 e si porta comunque sul 4-1. Due palle sfortunate danno il contro break al polacco che sul successivo 5-5 effettua un secondo break che, di fatto, decide il set e la partita.

Janowicz prende fiducia, serve costantemente sopra i 200 km/h con punte intorno ai 230. Un solo break gli è sufficiente per vincere anche il secondo set.

Spinto dal numeroso e caloroso pubblico polacco, Janowicz incamera anche il terzo set.

Bolelli ha comunque destato una buona impressione. E' stato vicino a vincere il primo set e forse avremmo visto un altro match. Ottimo Janowicz che ha confermato le qualità ammirate a Parigi Bercy.

Janowicz b. Bolelli 7-5 6-4 6-3

Si è visto tutto ed il contrario di tutto nel match tra Fognini e lo spagnolo Bautista Agut.

L'avvio è tutto dell'iberico che nel primo set non lascia neppure un gioco ad un nervosissimo Fognini che se la prende con tutto il mondo, incapace di produrre gioco.

Sull'1-2 nel secondo set, l'italiano riesce a spaccare la racchetta al quarto tentativo. Da questo momento Fognini si trasforma ed inizia a giocare il suo brillante tennis fatto di accelerazioni, improvvisi drop, fulminei attacchi a rete.

Il taggese vince il secondo set e si porta sul 4-4 nel terzo. Un improvviso black out mentale ed il set va allo spagnolo. Fognini sale nuovamente in cattedra e pareggia agevolmente il conto dei set.

Nella quinta frazione di gioco, durata solo 26', scende nuovamente in campo il brutto Fognini di inizio match che cede nettamente il set e l'incontro.

Bautista Augut b. Fognini 6-0 2-6 6-4 3-6 6-1

Paolo Lorenzi, statene certi, timbra sempre il cartellino. Alla vigilia era l'italiano con il pronostico più chiuso. Eppure per due set ha fatto vedere i sorci verdi al sudafricano Anderson, recente finalista a Sydney. Peccato per lo sfortunato tie-break del secondo set che lo avrebbe potuto portare avanti 2-0 nel conto dei set.

Anderson b. Lorenzi 3-6 7-6 6-3 6-4

L'interminabile primo giorno degli azzurri termina così con una disfatta totale. Tutti fuori i sei italiani in programma e contro avversari non irresistibili, a parte Janowicz ed Anderson. Domani è un altro giorno. Speriamo.



13/1/2013
Tutto pronto a Melbourne Park


Da Melbourne, Alessandro Terziani - foto Alessandro Terziani

E' una Melbourne grigia e sonnolenta quella che ci accoglie la mattina della vigilia degli Australian Open edizione n. 101.

Ci aspettavamo il caldo torrido di cui si è tanto parlato negli scorsi giorni, invece il clima è quasi autunnale. Temperatura sui 15°, cielo grigio che minaccia pioggia, leggera brezza proveniente dal vicino oceano. L'allarme caldo sembra rientrato.

La città, complice la giornata festiva, sta ancora dormendo. L'area di Melbourne Park che ospita il tradizionale Carnevale Gay (Midsumma Festival) è ancora quasi deserta dopo i lunghi festeggiamenti del sabato sera.

Poco più avanti si staglia l'imponente figura della Rod Laver Arena che nella sua pancia ospita la Press Room. E' il giorno degli arrivi. La pattuglia dei giornalisti italiani è ancora più esigua del solito. Effetti dell'agenda Monti? Non può mancare, nel suo slam preferito, il decano Gianni Clerici, un giovanotto di quasi 83 anni.

I colleghi australiani sono piuttosto eccitati dalla vittoria del loro Tomic torneo di Sydney. E' già palpabile l'attesa di un ipotetico terzo turno con Federer. Sfida che si è già consumata sulla RLA lo scorso anno con un facile successo dello svizzero.

Il programma della prima giornata vedrà scendere in campo sei azzurri.

Il court 5 sarà per un giorno una sorta di Casa Italia, ospiterà infatti i match di Knapp, Giorgi e Fognini. Tutti incontri alla portata dei nostri.

La Knapp (n.124), brillantemente uscita dalle qualificazioni, affronterà la portoghese Koehler (n.129), anch'essa qualificata. Tutti i precedenti si sono disputati sulla terra: 3-1 per la portoghese. Si preannuncia comunque un match equilibrato.

La Giorgi (n.74) è ampiamente favorita contro l'esperta francese Foretz (n.101), anche se la transalpina è in vantaggio 2-1 negli head to head.

Fognini (n.47) affronterà in un match molto insidioso lo spagnolo Bautista Agut (n.56), fresco finalista a Chennai. Due precedenti incoraggianti per il taggese che li ha vinti senza perdere un set.

Sul court 8 si incontrano nuovamente in uno slam il nostro Bolelli ed il polacco Janowicz (n.26), grande rivelazione del finale della scorsa stagione. Nell'ultimo Wimbledon agevole successo in 4 set del polacco. Il bolognese, seguito adesso da Rianna, ha comunque i mezzi tecnici per colmare il gap che li separa in classifica.

Proibitivo appare il match di Lorenzi (n.59) sul court n.13 contro il bombardiere sudafricano Anderson (n.31), finalista l'altro ieri a Sydney. Ad Atlanta 2012 fini 6-4 6-3 per Anderson. Lo scorso anno Lorenzi affrontò al primo turno Djokovic. A Melbourne il senese non è molto fortunato con i sorteggi.

Cipolla (n.95) si scontra con il tedesco Kamke (n.90) sul court n.22. Partita tutta da decifrare. Lo scorso anno vinse il tedesco sulla terra di Stoccarda.

Tra i big, ovviamente sulla RLA, esordio per Djokovic con Mathieu e per la Sharapova con la Puchova.

Nel ricco programma da segnalare gli incontri Hewitt-Tipsarevic, Troicki-Verdasco, Benneteau-Dimitrov e Goffin-Verdasco.

Lessicalmente curioso il derby cinese tra la Zhang e la Zheng.




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