Eventi Wimbledon 2013
8/7/2013
Wimbledon day 13: "Vincerò uno Slam", parola di Quinzi


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Prima conferenza stampa di Gianluigi Quinzi da fresco vincitore del torneo Junior di Wimbledon. Il marchigiano è un fiume in piena. Ecco un condensato del Quinzi-pensiero.

“Dopo l'ultimo punto mi sono buttato in terra e non ho capito più niente. Solo quando mi sono rialzato ed ho visto il mio box esultare, ho realizzato di aver vinto. Un torneo grandissimo, il più importante della mia carriera.”

“Sono cresciuto sulla terra, ma mi sono reso conto di giocare meglio sul veloce”

“Da piccolo non guardavo molto il tennis in TV, i tornei mi annoiavano. Il mio idolo era Agassi, seguivo solo le sue partite. Al tennis preferivo lo sci, più veloce, più adrenalina. Ho visto tutti i video della gare di Tomba.”

“Fidanzata? Ho tante amiche. Giro in continuazione per il mondo, non posso avere una fidanzata. Un giorno, quando avrò tanti soldi e potrò portarla dietro...”

“Questa settimana, questa vittoria senza perdere un set, mi danno una grande forza mentale. Adesso sono consapevole di poter giocare ad altissimi livelli ed affrontare qualsiasi giocatore. Tecnicamente e fisicamente sono adesso al 100%. Quando entro in campo penso che non mi può battere nessuno.”

“Adesso ho superato il livello di gioco dei Future e giocherò solo Challenger. Poi sarà la volta degli Atp 250, 500, 100 e degli Slam. Senza scorciatoie, un passo per volta.”

“Come tennis mi sento già di poter giocare al livello del n.40-50 ATP, ma mentalmente non sono ancora pronto”

“Oggi tutti sanno giocare bene a tennis, ma pochi arrivano. La differenza tra i primissimi e gli altri è soprattutto mentale.”

“A Medica, il mio coach, in questo momento non interessa se vinco o se perdo. Pretende solo che esprima in campo quanto preparato in allenamento. Mi aiuta molto a pensare sempre positivo. Più che la tecnica, curiamo gli schemi di gioco.”

“Prima giocavo dietro. Sapevo attaccare ma avevo paura a venire avanti. Se hai un fisico alla Ferrer puoi anche giocare dietro, altrimenti ti prendono a pallate. Io sono come Del Potro, dopo 3-4 scambi devo chiudere. Adesso gioco più aggressivo, vengo più a rete e faccio male con il servizio.”

“Sono sicuro, se farò tutte le cose giuste, che tra qualche anno vincerò uno Slam.”

“Dedico questa vittoria a mia mamma e a mio papà che hanno fatto tanti sacrifici per me. Al mio coach che mi segue sempre e mi vuole tanto bene.”



7/7/2013
Wimbledon day 13: Murray nella storia


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Giornata insolitamente calda oggi a Wimbledon. Già tre ore prima dell'inizio il popolo britannico ha occupato la Orangi Terrace, la cosiddetta Henman Hill, per assistere dal maxi schermo alla finale maschile tra il loro beniamino Andy Murray e Novak Djokovic. L'attesa è spasmodica, ma è anche forte il timore che si ripeta la finale dello scorso anno, con lo scozzese che dovette rimandare l'appuntamento con la storia al cospetto di un grande Roger Federer. Sono infatti 77 lunghi anni, Fred Perry 1936, che un suddito della regina non si impone ai Championships.

In un pazzo torneo, ricco di sorprese, alla finale sono poi giunti i primi due giocatori al mondo. Se si esclude l'ultimo Roland Garros, a cui Murray non ha partecipato, sono tre le finali consecutive disputate dai due campioni – Us Open 2012, Australian Open 2013, Wimbledon 2013. Il serbo è avanti 11-7 nei confronti diretti, ma lo scozzese ha vinto l'unica sfida sull'erba alle scorse Olimpiadi. E' la quinta volta che si incontrano in uno Slam, tre volte si è imposto Djokovic.

Si inizia, al servizio Djokovic. La prima non entra, è subito 0-40. Lo scozzese non riesce a concretizzare le tre palle break. Sull'1-1, nuovamente al servizio il serbo che concede ancora numerose chance di break allo scozzese. La quinta palla break è quella buona per Murray. Lo scozzese va a servire per allungare il vantaggio ma subisce subito il contro break, 2-2. I servizi non incidono e si assiste a scambi molto lunghi. Il serbo è quasi sempre il primo che cerca di uscire dallo scambio e commette errori per lui insoliti. Sul 3-3 Djokovic perde addirittura a zero il servizio. Ogni volta che Murray ha la possibilità della fuga, la forte pressione lo porta ad indietreggiare concedendo lo scambio all'avversario. Sul 4-3 rischia nuovamente di subire il contro break ma riesce, grazie al servizio, ad annullare le tre chance concesse al serbo. Sul 5-4 serve per il set che chiude grazie ad un servizio vincente. 6-4 Murray, dopo un'ora esatta di gioco.

Il secondo set vede un Djokovic meno falloso e più sicuro al servizio. Grazie ad un brutto diritto di Murray, il serbo strappa il servizio al quarto gioco e si porta poi sul 4-1. Tra la folla inizia a serpeggiare il timore di rivivere la finale dello scorso anno. Ma oggi Djokovic non è il 'cannibale' che tutti conosciamo. Spreca la palla del 5-2 e con un doppio fallo regala il contro break. Tutto da rifare. Murray, a sua volta, concede due palle break sul successivo servizio ma le annulla con tre vincenti. Sul 5-5 Djokovic commette tre clamorosi errori e subisce nuovamente il break. Il servizio assiste questa volta Murray che, con un ace, porta a casa anche il secondo set. Sembra di essere a Natale, con i due giocatori che continuano a scambiarsi regali in una partita non certo memorabile.

Il terzo set comincia molo male per il serbo. Sulla palla break, Djokovic tira un rovescio molto vicino alla riga, Murray chiama il challenge e la palla è out. Murray gioca un ottimo turno di battuta e si porta sul 2-0. La partita sembra in ghiaccio. Ma oggi non c'è nulla di scontato. Quando sembra ormai all'angolo, Djokovic infila quattro gochi consecutivi e ribalta il punteggo, 4-2. Il serbo va al servizio e getta via l'ennesima chanche, un passante lungo di rovescio consegna nuovamente il break a Murray. Il serbo si disunisce, sembra definitivamente fuori dal match. Ancora un brutto diritto in rete di Djokovic regala a Murray il secondo break consecutivo. Il ragazzone di Dunblane serve per i Championships. Un rovescio lungo del serbo, un diritto ed una prima vincente, danno a Murray tre consecutivi match point. La tensione nel Centre Court si taglia a fette. Prima una voleè di diritto e una risposta vincente del serbo, poi un rovescio lungo di Murray, ed i tre match point svaniscono. Djokovic riesce addirittura a guadagnarsi tre palle break che potrebbero, se concretizzate, avere risvolti drammatici per lo scozzese. Murray scampa al pericolo. Con un violento diritto costringe il serbo a mettere fuori la voleè. E' il quarto match point in questo pazzesco ed interminabile game. Djokovic, con un diritto in rete, chiude definitivamente la contesa. Uno 'yeah' assordante riempie il Centre Court. Sono le 17,24, ora di Greenwich.

Murray entra nella storia di Wimbledon. Un inglese torna a vincere i Championships dopo 77 lunghissimi anni. Il grande Fred Perry può finalmente riposare tranquillo. Murray e Djokovic si abbracciano a lungo. Lo scozzese, ormai definitivamente inglese, si inginocchia e bacia l'erba amica. Poi, contento come un bambino, va a dare il 'cinque' ai fan della prima fila. Corre a scavalcare la tribuna fino a raggiungere la commossa mamma Jude. Nel Royal Box appare improvvisa una grande bandiera scozzese. Murray piange, ma quest'anno sono lacrime di gioia. Sorride l'imperscrutabile Lendl, suo coach. Un sorriso forse un po' amaro per quella coppa che ha solo sfiorato.

Murray b. Djokovic 6-4 7-5 6-4



6/7/2013
Wimbledon day 12: Bartoli reginetta di Wimbledon


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Una bellissima giornata di sole accompagna la finale femminile dei Championships. Due protagoniste che mai nessuno avrebbe immaginato: la 23enne tedesca Sabine Lisicki, n.24 del ranking mondiale, e la 28enne francese Marion Bartoli. Per entrambe sarebbe il primo trionfo in uno Slam. L'erba di Church Road ha già dato loro soddisfazioni in passato. Finalista la francese nel 2007, semifinalista la tedesca nel 2011. La Lisicki conduce 3-1 nei precedenti. L'unico successo della Bartoli risale al 2008, proprio a Wimbledon, contro un ancora acerba tedesca. L'ultima sfida sempre a Wimbledon nei quarti nel 2011, la Lisicki si impose in tre set. Nel Royal Box numerose vincitrici di Wimbledon del passato: Bueno, Court, Hingis, Jones, King, Navratilova, Novotna, Wade.

Le due giocatrici sono chiaramente nervose e contratte. Sanno che questa è probabilmente una chance irripetibile. Il gioco ne risente. Parte al servizio la Bartoli che commette due doppi falli consecutivi e consegna il break alla Lisicki. La tedesca va a servire e, a sua volta, con un doppio fallo, regala il contro break alla francese. Con un ace la Bartoli si porta sul 2-1. La bimane appare adesso più sciolta ed inizia ad imprimere il suo ritmo al match. La tedesca fa fatica a respirare, numerosi i colpi scentrati o steccati. Il servizio, il colpo intorno a cui ruota tutto il suo gioco, non ne vuole sapere di entrare. La Lisicki subisce il secondo break consecutivo, 3-1 Bartoli. Il primo set termina in soli 30 minuti con la tedesca che non riesce ad opporre resistenza ad una Bartoli che gioca ai minimi sindacali.

La Lisicki, come da brutta usanza delle giocatrici, esce dal campo alla fine del set. Al rientro esordisce con un ace e vince facilmente il turno di battuta. Nel gioco successivo si procura ben quattro palle per il 2-0 ma non riesce a concretizzarle. La tedesca subisce un parziale di 11-3 punti che porta la Bartoli sul 3-1. Nuovo break della francese che si issa sul 5-1. Sul servizio della Lisicki ha ben tre match point, ma la Lisicki ha un colpo di coda. Li annulla e, sullo slancio, vince tre giochi consecutivi. La francese è colta dall'improvvisa paura di vincere. Serve per il match sul 5-4 ed il servizio la porta sul 40-0, tre match point consecutivi. Un ace l'incorona regina di Wimbledon.

La Bartoli, secondo la tradizione nata con Pat Cash, sale fino al box che ospita il suo staff ed abbraccia a lungo il papà visibilmente commosso. La Lisicki è un fiume in piena, non riesce a trattenere le lacrime. Marion Bartoli, sorriso a 32 denti, alza l'agognato Rosewater Dish.

Va in archivio una delle più brutte finali della storia di Wimbledon.

Bartoli b. Lisicki 61 64




6/7/2013
Wimbledon day 11: Junior, Quinzi vola in finale


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Sullo show court 3 Gianluigi Quinzi, testa di serie n.6, sfida Kile Edmund, n.5, per un posto nella finale di domenica. L'inglese - classe 1995, un anno più di Quinzi – ha disputato, grazie ad una wild card, anche il torneo dei grandi facendo una buona figura al primo turno con Janowicz (2-6 2-6 4-6). Nel ranking Atp Edmund è n.385, Quinzi n.405. E' la quarta volta che si affrontano, 2-1 i precedenti per l'inglese in match sempre combattuti. L'unica volta che un italiano ha raggiunto la finale di Wimbledon Junior è stato nel 1987 con Diego Nargiso che poi vinse anche il titolo contro Stoltenberg.

Si gioca sotto un sole caldo davanti a circa 2.000 sudditi della regina che incitano il loro beniamino. Entrambi i giocatori sono dotati di un ottimo servizio. Edmund è micidiale nell'uno-due, prima di servizio e diritto vincente. Quinzi non mette molte prime, ma quando entrano sono quasi sempre ace o vincenti. Quando l'azzurro riesce a comandare lo scambio l'inglese è in grosso ambasce, non fa male con il rovescio e perde il controllo del diritto.

I primi giochi vengono vinti agevolmente dal giocatore alla battuta. Sul 3-2 Edmund, servizio Quinzi, il marchigiano deve fronteggiare ben tre palle break che annulla con un ace e due lunghi scambi vittoriosi. 3-3. Sventato il pericolo, è Quinzi a procurarsi la chance del break al termine di un altro lungo scambio. Sulla prima dell'inglese, l'azzurro risponde profondo ed inizia lo scambio che costringerà l'avversario all'errore di rovescio. Break, 4-3 Quinzi. L'ottavo gioco è un condensato di emozioni e chance. Quinzi, lotta, corre, sbuffa. Oltre dieci minuti e ben 24 punti giocati con l'azzurro che sventa due pericolose palle del contro break. 5-3 Quinzi che sul 5-4 serve per il primo set. Con un ace si procura due set point. Con una prima vincente chiude la prima frazione di gioco dopo 43 minuti. Un primo set veramente di alto livello.

Nel secondo set, complice il caldo e la stanchezza, cala un po' l'intensità del match ed aumentano gli errori da entrambe le parti. Sull'1-1 Quinzi ha una palla break che non concretizza. Sul 3-3, servizio Edmund, si gioca il game che decide la partita. 15-40 per l'azzurro, due palle break. Edmund annulla la prima palla break con un diritto vincente. Sulla seconda palla break l'inglese mette la prima ma Quinzi è bravo a rispondere profondo ed a conquistare il punto al termine di uno scambio che chiude con un diritto lungo linea vincente. Break e 4-3 Quinzi. Il marchigiano serve quattro prime e sale 5-3. Sul 5-4 serve per il match, Un brutto diritto in rete dell'azzurro concede una palla break ad Edmund. Due prime vincenti portano Quinzi al match point. Un rovescio lungo dell'inglese consegna il match all'azzurro dopo 1 ora e 19 minuti. Quinzi, con le braccia alzate, si distende sull'erba amica. E' in finale, 26 anni anni dopo Diego Nargiso. Domenica affronterà il vincente tra il tedesco Marterer ed il coreano Chung. Il Quinzi di oggi, con il grande carattere mostrato, può puntare al titolo.

Quinzi b. Edmund 6-4 6-4



6/7/2013
Wimbledon day 11: Djokovic-Murray, la finale attesa


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

E' una stupenda giornata di sole a Wimbledon. Sono in programma le semifinali maschili. Djokovic (6 titoli), Murray (1) e Del Potro (1) hanno già vinto almeno uno Slam, Janowicz è l'unico del quartetto a non aver ancora assaporato questa gioia.

I primi a scendere in campo sul Centre Court sono Novak Djokovic, n.1, e Juan Martin Del Potro,n.8. I precedenti sono 8-3 a favore del serbo, ma l'argentino ha vinto l'ultimo confronto quest'anno ad Indian Wells e l'unica sfida sull'erba di Wimbledon alle scorse Olimpiadi. Il loro cammino fino alla semifinale è stato immacolato, non hanno ancora perso un set.

Nel primo set si segue l'ordine dei servizi. I due giocatori servono in modo impeccabile. Sul 6-5 a proprio favore, Djokovic, con uno splendido passante di rovescio, sfrutta una preziosa palla break e porta a casa il primo set. La velocità degli scambi è impressionate. Djokovic è spesso messo alle corde dagli schiaffi violenti di diritto dell'argentino.

Secondo set. Sul 3-2 a proprio favore, il serbo si procura ben quattro palle break che Del Potro è bravo ad annullare. A questi livelli le chance vanno sfruttate. Sul successivo servizio di Djokovic, il gigante di Tandil si porta sullo 0-40 e con un vincente di rovescio effettua il break. Del Potro tiene i due successivi turni di battuta e pareggia il conto dei set.

Nel terzo set non ci sono break. I due giocatori hanno tre chance ciascuno per strappare il servizio lungo il corso del set. Le tre chance di Djokovic sono addirittura tre set point consecutivi sul 6-5 in suo favore che Del Potro annulla con grande coraggio. Il tie-break è giocato molto male dall'argentino che, dal 2-1 per lui, perde sei punti consecutivi con errori piuttosto madornali.

Del Potro appare piuttosto provato. Sul 3-3 del quarto set subisce il break che sembrerebbe decisivo. Ma l'argentino è indomito. Si procura la palla del contro break. Un rovescio lungo linea, al termine di un duro scambio, lo riporta in parità. Si giunge nuovamente al tie-break. E' un momento di forti emozioni e gran tennis. Djokovic si porta sul 6-4. Due match point e servizio. Al termine di uno scambio fantastico, l'argentino annulla il primo. Con un diritto vincente annulla anche il secondo. Del Potro mette la prima di servizio e chiude con il rovescio. Adesso è set point per lui. Sulla seconda del serbo, l'argentino tira una terrificante risposta di rovescio vincente. 8-6 e si va al quinto.

Nel quinto set affiora la stanchezza. Aumentano gli errori dei due giocatori. Sul 2-2 Djokovic annulla una pericolosa palla break. Nel gioco successivo è l'argentino ad annullarla. Sul 4-3 a proprio favore, il serbo riesce a concretizzare una palla break grazie ad un errore con il diritto di Del Potro. Sul 5-3 Djokovic serve per il match. Ma Del Potro non è ancora morto. Trova la forza per procurarsi la palla del contro break che il serbo annulla con una palla corta di diritto giocata nei pressi della rete. Una prima vincente concede al serbo un nuovo match point. Questa volta è il suo marchio di fabbrica, il rovescio lungo linea, a regalargli il match dopo una maratona di 4 ore e 43 minuti.

I due giocatori si stringono in un abbraccio interminabile. Il pubblico tributa la standing ovation ai due grandi protagonisti della più bella partita dei Championships.

Djokovic b. Del Potro 7-5 4-6 7-6 6-7 6-3

La seconda semifinale vede impegnati Andy Murray, n.2, e Jerzy Janowicz, n.24. E' la terza volta che si incontrano, 1-1 i precedenti. Il 22enne polacco è il primo giocatore del suo paese ad aver raggiunto la semifinale in uno Slam.

Il primo set è molto equilibrato. E' soprattutto una battaglia di servizi. Il polacco deve fronteggiare tre palle break, due delle quali sono altrettanti set point sul 5-4 per Murray. Janowicz le annulla con coraggio. Parte a razzo il polacco nel tie-break, 4-0. Janowicz amministra il vantaggio e chiude 7-2. Il Centre Court ammutolisce.

Janowicz ha un comprensibile calo di tensione ad inizio secondo set e subisce il break. Murray sventa tre palle break sul 4-3. Serve per il set sul 5-4 e, grazie a quattro prime vincenti, pareggia il conto dei set.

Il gigante polacco sta bene, gioca libero. Si muove agilmente come un normotipo e mostra una buona mano. Ad inizio terzo set si procura due palle break sull'1-0 ma lo scozzese le annulla con due ace. Sul 2-1 Janowicz riesce finalmente a realizzare il meritato break. Il polacco allunga a 4-1. Sul 4-2 un fortunato nastro regala a Murray la palla del contro break. Janowicz tenta un drop di diritto sul quale lo scozzese chiude con il diritto in corsa. Break. Murray infila quattro prime di servizio e si porta sul 4-4. Janowicz si innervosisce ed il pubblico lo becca. Il polacco si è ormai disunito. E' ancora break per Murray che va a servire per il set sul 5-4. Chiude il terzo set con un ace.

Calano le tenebre. La partita viene sospesa. Si riprende dopo una ventina di minuti con le luci artificiali sotto il tetto del Centre Court. Murray è carico come una molla. Il servizio lo assiste fin dall'inizio del match. Janowicz non è più il giocatore ammirato nei primi due set. L'inevitabile break per lo scozzese arriva sul 2-1. Murray, implacabile al servizio, si issa sul 5-3. Il polacco commette due doppi falli consecutivi. Match point per Murray. Lo scozzese, sulla seconda di Janowicz, lascia partire una risposta di diritto vincente. E' in finale a Wimbledon per il secondo anno consecutivo. Oggi abbiamo visto il migliore Murray del torneo. Domenica assisteremo ad una grande finale tra i primi due giocatori del mondo.

Murray b. Janowicz 6-7 6-4 6-4 6-3



5/7/2013
Wimbledon day 10: Junior, Quinzi in semifinale


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Sullo show court 12, Gianluigi Quinzi è impegnato nei quarti contro il serbo Nikola Milojevic, testa di serie n.2. Buona partenza dell'azzurro che impone un buon ritmo al gioco. Sull'1-1 si procura il break. Sul 4-3 ha un attimo di disattenzione, si disunisce, e subisce il contro break. Sul 4-4 il marchigiano è bravo a procurarsi nuovamente una palla break che concretizza grazie ad una splendida risposta di diritto in allungo che il serbo, sorpreso, spedisce in rete. Quinzi va a servire per il set, serve bene e chiude il parziale. L'azzurro è più regolare ma deve sempre cercare la profondità per evitare i vincenti che il serbo, appena può giocare senza pressione, lascia partire. Quinzi è piuttosto nervoso, parla e si lamenta continuamente. Forse è troppa la pressione mediatica su questo ragazzo ancora diciassettenne. Cercano di tranquillizzarlo Modica, il suo coach argentino, e Navarra, responsabile tecnico federale della rappresentativa junior. Sul 3-3, un doppio fallo di Milojevic regala il break decisivo all'azzurrino. Il serbo esce dall'incontro ed il marchigiano scioglie il braccio. Quinzi è ancora in semifinale a Wimbledon Junior, come lo scorso anno. Tra lui e la finale l'inglese Kile Edmund.

Quinzi b. Milojevic 6-4 6-3



5/7/2013
Wimbledon day 10: Bum Bum Lisicki e Bartoli a caccia del primo Slam


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Decima giornata a Wimbledon, in programma le semifinali femminili. Nessuna delle semifinaliste, evento mai accaduto qui nell'era open, ha già all'attivo uno Slam. Solo Radwanska (2012) e Bartoli (2007) hanno già disputato una finale Slam, proprio sui campi di Church Road.

Le prime a scendere in campo sul Centre Court sono la francese Marion Bartoli, n.15, e la belga Kirsten Flipkens, n.20. E' una sfida inedita. Fin dalle prime battute la francese prende il comando delle operazioni. Ben dentro al campo, pressa la belga costringendola all'errore. La Flipkens, soprattutto con il debole rovescio, fatica a tenere la profondità della palla. Come la belga accorcia, la Bartoli esplode il vincente o si porta a rete a chiudere una facile voleè. Il servizio non aiuta oggi la belga che non riesce a guadagnare campo per esplodere il letale diritto. La differenza in campo è quasi imbarazzante. Il match termina in un amen, solo 62 minuti. La Bartoli è di nuovo in finale, dopo sei anni, e questa volta non si troverà di fronte Venus Williams.

Bartoli b. Flipkens 6-1 6-2

La seconda semifinale vede impegnate la polacca Agnieszka Radwanska, n.4 WTA, e la tedesca Sabine Lisicki, n.24. Due soli i precedenti con una vittoria a testa. Il primo set è di buona fattura. La tedesca all'assalto, la polacca a difendere il fortino. La Lisicki serve come un uomo, con velocità costantemente tra i 180 ed i 200 km/h. La Radwanska copre il campo molto bene Quando riesce ad evitare l'uno-due della tedesca e ad allungare lo scambio, la polacca porta a casa il punto molto spesso. Sul 3-3 la Lisicki, alla quarta occasione, effettua il break decisivo per le sorti del primo set. Nel secondo set cala il ritmo, e soprattutto il servizio della Lisicki, e ne approfitta la Radwanska. La tedesca non capisce che non si vive di soli winner. Ci sono momenti della partita nei quali bisogna tenere in attesa di tempi migliori. La tedesca continua a colpire come una furia ceca e perde ben sei giochi consecutivi. La Radwanska dal 3-2 nel secondo set passa a condurre 3-0 nel terzo. La valchiria tedesca ha un sussulto di orgoglio e trova la forza di rientrare nel match pareggiando i conti e, con un secondo break, portandosi addirittura a servire per il match sul 5-4. Le palle diventano di piombo, la mano tremula, e la tedesca subisce il break, 5-5. L'incontro, più emozionante che bello, si allunga fino al 7-7. La Lisicki concretizza la seconda palla break conquistata. Serve nuovamente per il match sull'8-7. Questa volta il servizio compie il proprio dovere. Al secondo match point, prima di servizio e diritto vincente, spalancano le porte della finale alla tedesca dopo 2 ore e 18 minuti. Contro la Bartoli, se gira il servizio, è lei la favorita.

Lisicki b. Radwanska 6-4 2-6 9-7



4/7/2013
Wimbledon day 9: Junior, Quinzi nei quarti


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Cercano il pass per i quarti i tre azzurrini ancora in gara nel torneo junior. Il primo a scendere in campo sul court 10 è Gianluigi Quinzi contro il colored francese Tatlot. Il marchigiano, nonostante un certo nervosismo iniziale, pressa fin dall'inizio l'avversario costringendolo a numerosi errori. E' una cavalcata trionfale fino alla fine. Sfortunata la prova di Filippo Baldi che, sul court 6, cede di misura al croato Coric, più concreto nei pochi punti che hanno deciso l'incontro. Esce di scena anche Alice Matteucci che, sul court 7, fa la partita contro la statunitense Loeb. L'italiana vince al tie-break il primo set, poi cala il rendimento al servizio ed aumentano gli errori. La Loeb rimonta e vince il match.

Quinzi b. Tatlot 6-1 6-1

Coric b. Baldi 6-4 7-5

Loeb b. Matteucci 6-7 6-2 6-3



4/7/2013
Wimbledon day 9: Murray vince in rimonta, in semi anche Djokovic, Del Potro e Janowicz


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Nella nona giornata a Wimbledon si disputano i quarti di finale maschili. Ancora in gara tre vincitori di Slam: Djokovic (6, tra cui Wimbledon 2011), Murray (1) e Del Potro (1).

Sul Court 1 è in programma il quarto più atteso tra Novak Djokovic, n.1, e Thomas Berdych, n.7. Il serbo conduce 13-2 i precedenti ma è ancora fresco il ricordo dell'ultima sfida vinta in rimonta dal ceco poco più di un mese fa a Roma. Non solo, anche l'unico head to head sull'erba è andato al ceco, la semifinale di Wimbledon 2010 quando poi perse in finale con Nadal. Berdych, nella giornata giusta, è in grado di battere chiunque. Djokovic è in forma smagliante e non ha ancora perso un set per strada. Il primo set è giocato in modo quasi perfetto da entrambi. La palla viaggia a gran velocità e gli scambi sono molto intensi. Djokovic serve molto bene e non concede nulla sui propri turni di battuta. Berdych fatica un po' di più a mantenere il servizio e concede quattro palle break. E' decisivo il tie-break che il serbo si aggiudica 7-5. Djokovic si rilassa ad inizio set e va sotto addirittura di due break, 0-3. Il serbo reagisce da campione, pareggia il conto dei break e sul 5-4, servizio Berdych, si procura due set point. Sul secondo, il ceco tira un brutto diritto in rete e regala il secondo set. La partita è ormai in discesa per Djokovic. Sul 2-1 del terzo, effettua il break decisivo. Amministra il vantaggio e chiude il match dopo 2 ore e 15 minuti. Un Djokovic ai livelli del 2011, il suo anno magico.

Djokovic b.Berdych 7-6 6-4 6-3

David Ferrer, n.4, e Juan Martin Del Potro, n.8, si affrontano sul Centre Court. Lo spagnolo ha vinto 6 degli 8 confronti diretti, tra i quali spicca l'ottavo di finale a Wimbledon lo scorso anno. Del Potro ha conquistato su questi prati la medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi, Ferrer non ha mai raggiunto la semifinale. L'argentino comanda gli scambi grazie al potente servizio. Non concederà neppure una palla break allo spagnolo in tutto l'incontro. Il muro alzato da Ferrer crolla inesorabilmente sotto i colpi di Del Potro che pare aver superato il problema al ginocchio. Del Potro vince in tre set in 2 ore e 16 minuti.

Del Potro b. Ferrer 6-2 6-4 7-6

Sul Court 1 il quarto più inatteso, il derby polacco tra Jerzy Janowicz, n.24, e Lukasz Jubot, n.130. Per la prima volta un giocatore polacco raggiungerà la semifinale in una prova dello Slam. Janowicz, da lunedì, sarà almeno n.18 ATP, secondo polacco nei top 20 dai tempi di Wojtek Fibak, n.10 nel 1977. Curiosamente, i due non si sono mai affrontati prima. E' la battaglia dei servizi con punte oltre i 225 km/h ed una media ampiamente oltre i 200 km/h. La partita si decide su pochi punti. Kubot non riesce a concretizzare nessuna delle sei palle break avute, Janowicz ne realizza una per set. Tanto basta.

Janowicz b. Kubot 7-5 6-4 6-4

Entrano sul Centre Court Andy Murray, n.2, e Fernando Verdasco, n.54. 8-1 gli scontri diretti a favore dello scozzese. E' il loro primo incontro sull'erba. Murray tenta di conquistare la quinta semifinale consecutiva a Wimbledon, ma soprattutto vuole alzare quel trofeo, stregato per gli inglesi, dopo 77 anni. Dopo l'oro alle scorse Olimpiadi, comunque non paragonabile con un successo ai Championships, potrebbero essere maturi i tempi. Il match odierno appare agevole, anche se la pressione sul ragazzo di Dunblane è enorme. Verdasco gioca a braccio sciolto. Murray si piazza un metro oltre la linea di fondo. Lo spagnolo mette a frutto l'unica chanche di break avuta e porta a casa il primo set. Murray parte bene nel secondo set e si porta avanti 3-2 con un break a favore. Verdasco non si scoraggia, con il diritto mancino chiude lo scozzese nell'angolo del rovescio e si apre il campo. E' contro break, 3-3. Sul 4-3 Verdasco, con un fortunoso nastro, strappa ancora il servizio a Murray. Lo scozzese non respira dalla tensione e commette errori veramente banali. Lo spagnolo serve sul 5-3 e va sotto 0-40. Il Centre Court pare Wembley. Si esulta su qualunque punto dello scozzese, compresi doppi falli ed errori di Verdasco. Murray è in confusione. Lo spagnolo ribalta il punteggio del gioco e si aggiudica anche il secondo set. Il pubblico è ammutolito. Nel terzo set un Murray appena dignitoso approfitta di un'evidente pausa dello spagnolo e dimezza facilmente lo svantaggio di due set. Il quarto set è molto equilibrato. I due giocatori si tengono a galla con il servizio. Sul 3-2 a proprio favore, Verdasco ottiene due palle break. Murray si salva con il servizio. Nel successivo gioco è invece lo scozzese a strappare il servizio all'avversario per il decisivo allungo. Si va al quinto set. Si gioca in una bolgia. Sul 5-5, al termine di un tiratissimo scambio di ben 21 colpi, lo scozzese si procura una palla break. Verdasco mette il rovescio in rete, 6-5 e servizio Murray. Lo scozzese, in trance agonistica, con un ace si porta sul 40-0. Un diritto lungo dello spagnolo pone fine alla contesa. Il Centre Court e Murray esplodono in un urlo liberatorio. Verdasco, ancora una volta, si è dimostrato un magnifico perdente. Murray dovrà crescere, e non poco, se vorrà vincere i tanto agognati Championships.

Murray b. Verdasco 4-6 3-6 6-1 6-4 7-5



2/7/2013
Wimbledon day 8: Semifinali donne, Radwanska-Lisicki e Bartoli-Flipkens


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Ottava giornata a Wimbledon. In programma i quarti di finale femminili. Uscite prematuramente di scena le grandi favorite, i pronostici sono molto aperti. In gara solo due vincitrici di Slam: Kvitova (Wimbledon 2011) e Li (Roland Garros 2011). Chance per il titolo anche per due giocatrici che hanno disputato la finale a Church Road: Radwanska (2012) e Bartoli (2007). Completano il quadro: Lisicki (possibile outsider), Stephens, Flipkens e Kanepi.

Sul Court 1 si affrontano la tedesca Sabine Lisicki, n.24, e l'estone Kaia Kanepi, n.46. E' una sfida inedita. La tedesca è attesa alla prova del nove dopo il clamoroso successo di ieri con Serena Williams. Il match non è di alto livello tecnico. La Lisicki è più aggressiva anche se la prima di servizio non entra come nelle giornate migliori. Quando è in campo sono però dolori per l'estone. La Kanepi è decisamente fallosa e non approfitta delle chance a disposizione soprattutto ad inizio secondo set. La Lisicki alza le braccia al cielo dopo soli 65 minuti. A distanza di due anni, torna a disputare la semifinale a Wimbledon.

Lisicki b. Kanepi 6-3 6-3

Sul Centre Court aprono le danze la polacca Agnieszka Radwanska, n.4 WTA, e la cinese Li Na, n.6. Precedenti, 6-4 per la Li. E' la cinese a fare il gioco. La polacca alza il muro sul pressing della Li. La cinese getta alle ortiche il primo set al tie-break, dopo aver sprecato ben quattro set point point sul 5-4. I servizi delle due giocatrici non incidono. Gli scambi sono prolungati. La Li pareggia meritatamente il conto dei set. Ad inizio terzo set, 2-0 Radwanska, inizia a piovere. Le lunghe operazioni di chiusura del tetto non favoriscono la cinese che, alla ripresa, va sotto 1-5. La polacca serve per il match sul 5-2. Sarà un gioco interminabile, un condensato di emozioni di oltre dieci minuti, con tre palle break e ben sette match point annullati. L'ottava palla dell'incontro è quella buona. La polacca, dopo 2 ore e 43 minuti, è nuovamente in semifinale e seria candidata ad alzare il Rosewater Dish.

Radwanska b. Li 7-6 4-6 6-2

La ceca Petra Kvitova, n.8, e la belga Kirsten Flipkens, n.20, chiudono il programma sul Centre Court. La belga conduce 2-1 gli head to head. La ceca è più aggressiva e comanda il gioco. La belga gioca di rimessa senza regalare nulla. La Kvitova capitalizza due palle break su due, la belga una su cinque. Primo set alla ceca. Aumenta l'efficacia al servizio della Flipkens che non concede chance alla Kvitova nel secondo set. Sul 3-2 a proprio favore è decisivo il break della belga che pareggia il conto dei set. La Kvitova quando gioca da ferma è letale, ma quando la belga la fa muovere fioccano gli errori. Sul 4-4 la ceca concede una palla break. Un suo comodo schiaffo di rovescio a campo vuoto è fuori. E' l'allungo decisivo per la Flipkens che va a servire per il match. La belga serve in modo impeccabile e chiude l'incontro con un ace. E' il risultato più sorprendente della giornata anche se va ricordato che la Flipkens ha già vinto Wimbledon da junior nel 2003.

Flipkens b. Kvitova 4-6 6-3 6-4

Ultimo quarto in programma, sul Court 1, quello tra la francese Marion Bartoli, n.15, e la statunitense Sloane Stephens, n.17. L'unico confronto diretto se lo è aggiudicato la francese a New Haven 2012 in tre set. Il match, molto equilibrato, viene sospeso per la pioggia sul 5-4 per la Bartoli, servizio Sthepens. L'incontro riprenderà dopo oltre due ore con il break ed il set a favore della francese. Stesso copione nel secondo set, con la Bartoli maggiormente aggressiva e più avvezza alla superficie. La francese rompe l'equilibrio sul 5-5 ed incamera anche il secondo set ed il match in 101 minuti di gioco.

Bartoli b. Stephens 6-4 7-5

Semifinali, giovedì 4 luglio

Radwanska vs Lisicki

Bartoli vs Flipkens



2/7/2013
Wimbledon day 8: Italia-Germania 2-1


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Quattro azzurrini in campo per il secondo turno del torneo junior. Quinzi, Baldi e Napolitano affrontano altrettanti giocatori tedeschi. Prova convincente per Gialuigi Quinzi contro il mancino Haerteis. Il marchigiano, dopo un buon primo set, si complica un po' la vita nel secondo ma riesce a chiudere al quinto match point con un fantastico passante in corsa di diritto. Bene anche Filippo Baldi che affrontava Harris. Il lombardo va con facilità sul 6-1 5-3, ha un passaggio a vuoto, ma è bravo a rimontare nel successivo tie-break. Peccato per Stefano Napolitano che sembrava avere la partita in pugno sul 6-4 4-3 e servizio a favore contro il mancino Marterer. Un doppio fallo sulla palla del 5-3 lo innervosisce e lo porta a subire il contro break. Perde il secondo set nettamente al tie-break. Il terzo set è un lungo braccio di ferro che il tedesco chiuderà per 12-10. Agli ottavi anche Alice Matteucci che ha superato in tre set la rumena Ducu. L'azzurrina aveva sprecato due match point nel secondo set, dei quali il primo molto contestato per un lob non chiamato fuori alla rumena.

Quinzi b. Haerteis 6-3 7-5

Baldi b. Harris 6-1 7-6

Marterer b. Napolitano 4-6 7-6 12-10

Matteucci b. Ducu 6-3 6-7 7-5



2/7/2013
Wimbledon day 7: Fuori anche Serena! Djokovic e Murray avanti tutta.


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Nel 'Big Monday' di uno dei Wimbledon più pazzi della storia, non poteva mancare la sorpresa con il botto. Tale è infatti da considerarsi l'uscita di Serena Williams, strafavorita del torneo, per mano della tedesca Sabine Lisicki.

Il draw femminile è adesso una vera e propria lotteria dove praticamente tutte le sopravvissute sperano di avere il biglietto vincente. La più accreditata è forse Petra Kvitova, l'unica ancora in gara ad aver già alzato il Rosewater Dish. La ceca affronterà nei quarti la Flipkens e poi, eventualmente, la vincente tra la Bartoli (finalista nel 2007) e la Stephens. Nella parte alta del tabellone la Lisicki incontrerà la Kanepi. La vincente incrocerà in semifinale una tra Radwanska (finalista lo scorso anno) e Li Na.

La gara maschile, dopo una prima settimana sismica, non ha offerto oggi sorprese. Avanzano i grandi favoriti Djokovic e Murray a spese, rispettivamente, di Haas e Youzhny. Il serbo troverà nei quarti Berdych, che ha superato in quattro set Tomic, e in un'ipotetica semifinale, Del Potro o Ferrer. Nella parte inferiore del draw, Murray sembrerebbe avere la strada spianata verso la finale. Nei quarti troverà Verdasco e poi il vincente del sorprendente derby polacco tra Janowicz e Kubot.



1/7/2013
Wimbledon day 7: Azzurri, game over


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Big Monday a Wimbledon. In programma tutti gli ottavi di finale, maschili e femminile. In campo quattro italiani, un record storico. Sulla carta partono tutti sfavoriti. Ma questo è il torneo delle sorprese. In campo maschile per trovare un azzurro ai quarti dobbiamo risalire a Davide Sanguinetti nel 1998, tra le femmine a Francesca Schiavone nel 2009.

La prima a scendere in campo, sul court 18, è Flavia Pennetta, n.166 del ranking. Di fronte, la belga Kirsten Flipkens, n.20. Precedenti in parità, 1-1, con la belga che si è imposta un mese fa al Roland Garros in tre set. Buon avvio per la Pennetta. Serve bene e gioca profondo. Molti punti arrivano sul debole rovescio della belga giocato quasi esclusivamente in back. Da evitare invece il diritto molto incisivo della Flipkens. La brindisina si porta sul 5-3 e sul 5-4 serve per il set. Invece di aggredire, la Pennetta rallenta il ritmo e la belga ne approfitta per riportarsi sul 5-5. Ancora un break per l'italiana che serve ancora per il set sul 6-5. La Flipkens rischia il tutto per tutto presentandosi per ben tre volte a rete e agguanta il tie-break che vincerà facilmente 7-2. Peccato, la Pennetta ha sprecato molte chance per aggiudicarsi il set. Cala il rendimento al servizio della Pennetta che subisce due break nel secondo set. La belga serve per il match sul 5-3. L'azzurra guadagna un vano break. Sul successivo servizio dell'azzurra, la Flipkens si porta sullo 0-40, guadagna ancora la rete e chiude l'incontro con uno smash. In un match molto equilibrato è stato premiato il maggiore coraggio della Flipkens.

Flipkens b. Pennetta 7-6 6-3

Sullo show court 3 è la volta di Roberta Vinci, n.11, contro la cinese Na Li, n.6. Tre precedenti tutti a favore della cinese. E' difficile commentare una partita del genere. Non c'è stato match. Tira troppo più forte la Li. La palla della Vinci non la impensierisce. In soli 20 minuti la cinese si porta sul 5-0. Una timida reazione dell'azzurra rende il passivo del primo set meno duro, 6-2. Il secondo set si gioca solo nel primo game. La Vinci si porta 40-15, lotta, ma alla fine cede il servizio. Gli altri cinque giochi del set scivolano via velocemente. La cinese, vincitrice e finalista a Parigi e finalista quest'anno a Melbourne, si è dimostrata oggi di un'altra categoria.

Li b. Vinci 6-2 6-0

Karin Knapp, n.104, e Marion Bartoli, n.15, si affrontano sul court 12. Alla francese l'unico lontano precedente a Sidney 2008. La Bartoli sta ritrovando lo smalto del 2007, quando raggiunse la finale a SW19. Serve bene, ha i piedi ben piantati dentro il campo, anticipa e tira tutto, impatta bene il servizio piatto della Knapp. L'azzurra non regge il ritmo elevato imposto dalla francese. In tutto il match riesce a procurarsi solo due palle break. La prima trasformata sull'1-4 nel primo set, la seconda annullata sul 2-3 nel secondo set. Troppa Bartoli oggi per la pur brava Knapp.

Bartoli b. Knapp 6-2 6-3

Sul court 1 Andrea Seppi, n.28, tenta l'impresa contro Juan Martin Del Potro, n.8. Quattro head to head, l'unico a favore dell'azzurro risale al 2007 nel Challenger di Sunrise. L'argentino ha conquistato su questi prati la medaglia di bronzo alle scorse Olimpiadi superando Djokovic. Nello stesso torneo aveva sconfitto proprio Seppi al secondo turno. Del Potro è in non perfette condizioni fisiche dopo la rovinosa caduta di sabato contro Zemlja che gli ha provocato una leggera distorsione alla caviglia ed al ginocchio sinistro. Seppi dovrà cercare di allungare la partita il più possibile. Del Potro si presenta con il ginocchio sinistro vistosamente fasciato. Fin dall'avvio la differenza la fa il servizio. L'azzurro serve poche prime e fatica a mantenere il servizio. L'argentino è devastante nei propri turni di battuta. Seppi riesce a conquistare una preziosa palla break sul 2-1 ma non la concretizza. Sul 3-3 il gigante di Tandil effettua il break che decide il primo set. Del Potro ha evidenti problemi negli spostamenti improvvisi, ma Seppi ha difficoltà ad aprirsi il campo. Nel secondo set l'azzurro, pur con qualche difficoltà, riesce a mantenere sempre il servizio e raggiunge il tie-break. Deludente l'approccio di Seppi che con quattro errori manda avanti 4-0 l'argentino. E' un vantaggio decisivo, Del Potro chiude 7-2. Seppi sembra crederci poco. Nel terzo set subisce subito il break e l'argentino vola 3-0. Sul 5-3 Del Potro serve per il match. 40-0 e tre match point per l'argentino. Seppi ha un colpo di coda, li annulla e si procura una palla break, la seconda del match. E' un fuoco fatuo. Del Potro vince tre punti consecutivi e l'incontro. Fortissimo l'urlo liberatorio dell'argentino.

Del Potro b. Seppi 6-4 7-6 6-3



29/6/2013
Wimbledon day 6: Djokovic disinnesca Chardy


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Chiude il programma sul Centre Court il match tra il n.1 Novak Djokovic ed il n.28 Jeremy Chardy. Imbarazzanti i precedenti tra i due, 6-0 per il serbo che non ha mai concesso un set al francese. Djokovic è l'unico giocatore ancora in gara che ha già vinto Wimbledon. Chardy non è mai andato oltre il terzo turno. Il francese fonda il suo gioco sul potente servizio. Ma oggi ha di fronte uno dei più grandi ribattitori di sempre. Nel primo set Djokovic rompe l'equilibrio dei servizi sul 4-3. Sulla palla break in suo favore tira fuori dal cilindro il colpo del match, un incredibile passante stretto di rovescio in recupero con Chardy ben piazzato a rete. Il serbo senza correre rischi incamera il primo set. Nel secondo set Djokovic sull'1-1 assesta subito il break. Sul 3-1, servizio Chardy, infila due risposte vincenti su altrettanti missili del francese. Da manuale del tennis. 6-2 Djokovic. Il terzo set segue il copione degli altri due. Doppio break e partita in ghiaccio. Il serbo vince con facilità disarmante un match sulla carta insidioso. E' in salute. Non ha ancora lasciato un set per strada. Prosegue il duello a distanza con Murray, l'altro grande favorito per la vittoria finale. Djokovic avrà negli ottavi il 35enne tedesco Haas.

Djokovic b. Chardy 6-3 6-2 6-2



29/6/2013
Wimbledon day 6: Seppi e Vinci avanti, che Italia!


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Sesta giornata a Wimbledon. Oggi non è prevista pioggia. Andreas Seppi e Roberta Vinci in campo alla caccia degli ottavi di finale.

Seppi apre il programma della giornata sul court 14, lo stesso del fortunato match con Llodra. Avversario il giapponese Kei Nishikori, n.11 ATP. Un solo precedente, a Basilea nel 2011, a favore di Nishikori. I due giocatori non hanno mai raggiunto gli ottavi in questo Slam, anche se il giapponese ha raggiunto i quarti a Wimbledon alle Olimpiadi dello scorso anno superando Ferrer e perdendo da Del Potro. La presenza dei giapponese sulle tribunette del piccolo court 14 è massiccia. Seppi, come gli succede spesso, entra lentamente in partita. Subisce un doppio break e cede 6-3 il primo set. La prima non entra e l'italiano fatica a prendere le redini del gioco. Seppi inizia il secondo set con un altro piglio. E' più aggressivo e la prima inizia ad entrare. E' un veloce 6-2 che rimette in parità l'incontro. Ad inizio terzo set Seppi ha subito una palla break che non riesce a concretizzare. A questo punto l'azzurro ha una sorta di black out e perde ben dodici punti consecutivi e si ritrova sotto 3-0. Sul 3-5 Seppi annulla un set point e riesce addirittura ad effettuare il contro break. Si va al tie-break che il giapponese chiude 7-4. Seppi sembra molto più fresco di Nishikori. Il quarto set non ha storia, 6-1 per l'italiano. Sul 3-3 del quinto set Seppi effettua il break ed il sorpasso decisivo. Con un servizio vincente chiude 6-4 al primo match point. E' il settimo incontro al quinto set che vince consecutivamente nel 2013. Un record incredibile. Negli ottavi affronterà probabilmente Del Potro che è in campo contro Zemlja.

Seppi b. Nishikori 3-6 6-2 6-7 6-1 6-4

Sul court 18 è la volta della Vinci, n.11 WTA, contro Dominika Cibulkova, n.19. Un match tra due tra le più piccole giocatrici del circuito. 163 cm l'azzurra, 160 la slovacca. Tra il 2010 ed il 2012 si sono incontrate ben sei volte: 4-2 il bilancio in favore dell'azzurra. La Vinci cerca di eguagliare il risultato dello scorso anno quando raggiunse gli ottavi. La Cibulkova ha raggiunto i quarti a a Wimbledon 2011. La Vinci ha un approccio perfetto con il match. Molto concentrata e subito aggressiva. La Cibulkova non riesce a trovare la misura dei colpi. E' un veloce 6-1. Un momento di rilassamento dell'azzurra ad inizio secondo set concede il break alla slovacca che va avanti 2-0. La Vinci reagisce immediatamente e si riporta in parità. La Cibulkova è adesso molto più regolare. Si gioca punto a punto. Sul 4-4 la tarantina effettua il break decisivo e va a servire per l'incontro. Chiude al primo match point. E' nuovamente negli ottavi dove affronterà la vincente tra la Li Na e la Zakopalova.

Vinci b. Cibulkova 6-1 6-4

 
 
 

 



28/6/2013
Wimbledon day 5: Pennetta, che carattere!


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Quinta giornata a Wimbledon all'insegna della pioggia. Con molto ritardo scendono in campo Giorgi, Pennetta e Knapp, in palio gli ottavi di finale.

Sul court 12 si affrontano Flavia Pennetta ed Alize Cornet, testa di serie n.29. Nel 2009, al top della loro carriera ? Pennetta n.10 e Cornet n.11 WTA - sarebbe stato un match da campi principali. Varie vicissitudini le hanno fatte precipitare in classifica. Adesso la Cornet, con un ottimo avvio di stagione, è risalita a posizioni più consone, l'italiana sta tentando il rientro tra le top 100. Tre precedenti, tutti favorevoli alla brindisina. In tribuna due fan d'eccezione. L'ex campionessa di Wimbledon Amelie Mauresmo ? che poi si sposterà a vedere anche la Bartoli - e Fabio Galante ? solo tifoso occasionale della Pennetta? L'avvio di match è da incubo per l'italiana che stenta ad entrare in partita. Gioca corto e centrale. La Cornet la prende letteralmente a pallate. In breve tempo la francese si porta sul 6-0 1-0. Entra il presidente Binaghi. Un portafortuna? Di fatto la Pennetta inizia una nuova partita. Aggressiva, entra con i piedi nel campo ed inizia a pressare la francese che perde le misure. Saranno addirittura cinque i giochi consecutivi per l'azzurra che si porta sul 5-1. La brindisina improvvisamente rallenta il ritmo. Qualcosa non va. Sul 5-4 accenna ad un giramento di testa e chiede il medical time out. Le viene misurata la pressione. Fatica a respirare. Al rientro in campo va sotto 6-5. Sul 30-30 la Cornet commette un incredibile errore di diritto a campo praticamente vuoto che le avrebbe dato un match point. Si va al tie-break. 3-0 Cornet. Sembra quasi finita. L'azzurra con la forza dei nervi reagisce nuovamente e si porta addirittura sul 6-3 a proprio favore. Chiude 7-4 e pareggia il conto dei set. Per la Pennetta è un'enorme iniezione di fiducia. La francese ripensa ancora alle chance sprecate. Il terzo set non ha storia con l'azzurra che si esibisce anche con deliziosi drop ed ottime discese a rete. Un diritto largo della Cornet regala gli ottavi di finale alla Pennetta. Un meritato premio dopo tanta sfortuna. Negli ottavi incontrerà la belga Flipkens. Sognare i quarti è a questo punto più che lecito.

Pennetta b. Cornet 0-6 7-6 6-2

Sullo show court 2 Camila Giorgi è chiamata ad eguagliare gli ottavi di finale raggiunti lo scorso anno. Sua avversaria Marion Bartoli, testa di serie n.15, finalista a Wimbledon nel 2007. Le due si sono affrontate quest'anno sulla terra di Strasburgo con la netta vittoria dell'azzurra in due set. La Giorgi gioca oggi senza la consueta fasciatura alla spalla destra. E' da questo inverno che convive con una dolorosa tendinite che le crea problemi soprattutto al servizio. Papà Sergio ci ha confidato ieri che sua figlia, dopo Wimbledon, si prenderà un periodo di pausa nel tentativo di risolvere definitivamente il problema. Il match è molto equilibrato. Le due giocatrici forzano ogni colpo. Un diritto in rete della Giorgi sul 4-5 concede il primo set alla Bartoli. L'azzurra è avanti 4-3 nel secondo quando Giove Pluvio decreta lo stop. Dopo oltre due ore di stop si riprende e la Bartoli si aggiudica anche il secondo set.

Bartoli b. Giorgi 6-4 7-5

Sul court 17 si scontrano due piacevoli sorprese del torneo, entrambe fuori dalla top 100, la nostra Karin Knapp (n.104) e la portoghese Michelle Larcher De Brito (n.131), giustiziera della Sharapova. Un solo precedente a favore dell'azzurra nelle qualificazioni degli US Open 2011. Al momento della sospensione l'azzurra è avanti di un set ed 1-0 nel secondo. Alla ripresa l'azzurra chiude facilmente anche il secondo set. Negli ottavi affronterà la Bartoli.

Knapp b. De Brito 7-5 6-2

 



28/6/2013
Wimbledon: 4 giorni di ordinaria follia


Da Wimbledon, Alessandro Terziani - foto Getty Images

A Wimbledon oggi piove. Forse un segno che, dopo quattro giorni di ordinaria follia, questo pazzo torneo riprenderà i binari della normalità? In effetti i primi due turni dei Championships sono stati un concentrato di sorprese e fatti insoliti che difficilmente si verificano in un'intera edizione del torneo.

Federer e Nadal. Dopo il sorteggio erano stati scritti fiumi di parole sull'ipotetico quarto di finale tra i due campioni. Discussioni sull'assegnazione a Nadal della testa di serie n.5 e sul fatto che, tranne Djokovic, i più forti erano posizionati nella parte bassa del draw. Il campo ha spiazzato tutti. Fuori al primo turno Nadal, al secondo Federer. Nadal ha un ginocchio che ormai lo ha relegato a giocare solo sulla terra. Sarei molto sorpreso di vederlo sul cemento americano. Federer deve fare inesorabili conti con l'anagrafe. Una maggiore lentezza negli spostamenti lo priva spesso della possibilità di guadagnare la parte sinistra del campo da dove può assestare il suo micidiale diritto a sventaglio o lungolinea. La sconfitta con Stakhovsky ha poi avuto dei risvolti paradossali. L'ucraino ha battuto il re dell'erba con il serve and volley. Novantasei discese a rete con voleè di approccio da manuale che hanno costretto Federer a tirare il passante sempre in condizioni di difficoltà. Speriamo che l'ucraino non sia solo un esemplare in via di estinzione ma che con il suo esempio concreto abbia mostrato come si possa ancora giocare sull'erba alla ricerca costante della rete.

Testa di serie, no grazie. Essere testa di serie quest'anno è quasi una disgrazia. Ne sono già uscite ben 28, 13 nel maschile, 15 nel femminile. Un'ecatombe. Sono ancora in piena corsa i grandi favoriti: Djokovic, Murray, Serena. Probabilmente alla fine vincerà uno di loro e nessuno si ricorderà più di questa strage di teste di serie.

Erba assassina? Dodici ritiri. Addirittura nove nel solo secondo turno, record di ritiri in un singolo round di uno Slam nell'era Open. Molti giocatori, in particolare Sharapova ed Azarenka, hanno criticato la condizione dei campi particolarmente scivolosi. L'organizzazione del torneo è dovuto addirittura uscire con un comunicato ufficiale con il quale ribadisce che l'erba è la stessa degli altri anni ed è stata trattata nel medesimo modo. Se andiamo a vedere la tipologia dei ritiri, molti sono dovuti al riacutizzarsi di problemi pregressi provocato dal rapido passaggio dalla terra all'erba con il conseguente riadattamento negli spostamenti e negli appoggi. Le scivolate? Ne più, ne meno, quelle che si verificano tutti gli anni ai primi turni quando l'erba è ancora immacolata e quindi più scivolosa. Un consiglio a tutti i giocatori per evitare scivoloni sull'erba. Provate a correre in avanti, verso la rete, vedrete che non scivolerete più.

USA addio. La geografia del tennis maschile si stà inevitabilmente spostando verso est. Nessun giocatore statunitense è approdato al terzo turno. Non succedeva dal 1912!

Date DOCG. Come un buon Brunello, Kimiko Date migliora con il tempo. A 42 e 281 giorni è la più anziana giocatrice a raggiungere il terzo turno a Wimbledon.

Pokerissimo azzurro. Cinque italiani al terzo turno, nel torneo solitamente più avaro di soddisfazioni, sono un record assoluto. Sognando la seconda settimana.

 



27/6/2013
Wimbledon day 4: Seppi e Vinci, doppietta azzurra


Da Wimbledon, Alessandro Terziani - foto Alessandro Terziani

Quarta giornata a Wimbledon ancora all'insegna del bel tempo. Il programma di oggi vede impegnati, entrambi nel court 14, gli italiani Seppi e Vinci.

Andreas Seppi affronta per la quinta volta il mancino francese Michael Llodra, n.55 ATP. Tre volte ha prevalso il transalpino ma l'ultimo precedente l'ha vinto l'azzurro a Madrid 2012. Llodra esprime un ottimo tennis sull'erba. Ha infatti vinto il doppio a Wimbledon nel 2007 e raggiunto il quarto turno due anni fa. Il court 14, invaso da tifosi italiani e francesi in possesso del biglietto per il Ground, non ha posti riservati alla stampa. Punto privilegiato di osservazione del match diventa il ristorante della stampa che ha una splendida vetrata proprio sopra il campo. Partenza in salita per Seppi che subisce subito il break e va sotto 3-0 e 4-1. Il francese non gli dà ritmo e lo attacca su ogni palla possibile. Sul 4-2 l'azzurro effettua il contro break e rientra nel match. Il passante dell'italiano si fa sempre più preciso. Sul 5-5 ancora un break a favore di Seppi. L'altoatesino serve per il match. E' un gioco infinito. Seppi si procura ben cinque set point che non concretizza a causa di altrettanti errori. Sul sesto set point è Llodra a mettere a segno una deliziosa stop volley di diritto. Finalmente, al settimo set point, il francese forza un rovescio che esce. 7-5 Seppi dopo 45 minuti. Llodra chiede l'intervento del medico. Dopo averci parlato a lungo, si alza, stringe la mano all'arbitro e poi ad un Seppi incredulo. Non si è capita la natura dell'infortunio, anche perchè due ore dopo il francese è sceso in campo per il doppio in coppia con Mahut.

Seppi b. Llodra 7-5 rit.

Roberta Vinci parte favorita contro la ventenne Jana Cepelova, n.62 WTA. La slovacca è comunque da prendersi con le molle su questa superficie in considerazione del terzo turno raggiunto lo scorso anno all'esordio a Wimbledon. Nessun precedente tra le due giocatrici. Mi piazzo dietro a quello che scoprirò essere il coach della Cepelova. Saranno quasi due ore e mezzo di “Pod'me Jana!”. Sembra non esserci match. La slovacca non riesce proprio ad impattare i back e le variazioni di gioco della Vinci. E' 6-1 in 29 minuti. La tarantina commette l'errore di adagiarsi. Cede un metro di campo e lascia l'iniziativa all'avversaria che conquista un break e tanta fiducia. 3-0 per la Cepelova. La Vinci è brava a pareggiare il conto ma ormai la slovacca è dentro al match. Sul 5-4 e servizio Vinci, una chiamata dubbia concede il set point alla Cepelova ed innervosisce l'azzurra che chiede all'arbitro se è lì solo per assistere al match. La slovacca pareggia il conto dei set. Il terzo set è ormai una guerra di nervi. Si gioca punto su punto. Ad inizio set la tarantina subisce un warning per un'altra protesta con l'arbitro. La slovacca ha imparato a fronteggiare il back di rovescio della Vinci con lo stesso colpo giocato a due mani. Sul 7-7 la Vinci tira fuori gli attributi. Decide di rischiare mettendo pressione alla più inesperta avversaria. Effettua il break e va a servire per l'incontro. Al terzo match point chiude la partita. Grande prova di carattere dell'azzurra. Tra lei e gli ottavi c'è adesso la Cibulkova.

Vinci b. Cepelova 6-1 4-6 9-7



27/6/2013
Wimbledon day 3: Federer saluta i Championships


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

Incredibile! Dopo l'uscita di Nadal anche Federer fuori al 2° turno per mano dell'ucraino Stakhovsky. Partita eccezionale quella dell'ucraino. 72 vincenti, 17 ace, 61 punti ottenuti con 96 discese a rete. Serve and volley come non eravamo più abituati a vedere sui prati. Si interrompe così la pazzesca striscia di 36 quarti di finale consecutivi in uno Slam raggiunti da Federer. Salvo miracoli, svanisce l'ultima possibilità di arricchire la bacheca dello svizzero con il 18° Slam.

Stakhovsky b. Federer 6-7 7-6 7-5 7-6

Sul court 12 Karin Knapp cerca il pass per il terzo turno contro la temibile mancina Lucie Safarova, n.30 WTA. Un unico datato precedente a favore della giocatrice ceca. Il ritmo è elevato fin dall'avvio. L'azzurra serve particolarmente bene con prime sovente intorno ai 180 km/h. Saranno ben 10 gli ace nel corso del match. Si gioca punto su punto con scambi molto rapidi. Primo set a favore della Safarova, secondo per la Knapp. Dopo solo 81 minuti inizia il terzo set. La ceca effettua il break sull'1-1 approfittando di un doppio fallo dell'azzurra. La Safarova ha due palle per portarsi sul 4-2. E' a questo punto che avviene la svolta del match. La Knapp annulla i pericolosi vantaggi, grazie anche ad un incredibile passante in corsa di rovescio giocato quasi dalla tribunetta, ed effettua il contro break. Comandano i servizi e si arriva al 5-4 Knapp, servizio Safarova. La ceca concede un set point. Sbaglia la prima di servizio. L'angolo azzurro, Barazzutti e Palmieri in primis, invoca a bassa voce il doppio fallo. La 'gufata' và a segno. ?Double Fault!?. La Knapp, n.104 del ranking, non aveva mai superato il primo turno a Wimbledon. Adesso al terzo turno la probabile sfida con la Sharapova (in campo contro la De Brito) sognando il Centre Court.

Knapp b. Safarova 4-6 6-4 6-4

La n.2 WTA Victoria Azarenka e la nostra Flavia Pennetta erano in programma nel palcoscenico tennistico più prestigioso al mondo, il Centre Court. Pochi minuti prima del match giunge la notizia del ritiro della bielorussa. Dopo tante tribolazioni, un po' di fortuna per la Pennetta. L'italiana passa al 3° turno senza colpo ferire. Affronterà la francese Alize Cornet, testa di serie n.29, un impegno difficile ma alla sua portata.

Pennetta b. Azarenka rit.

In tarda serata, exploit di Camilla Giorgi contro la favorita rumena Cirstea (tds n.22).

Giorgi b. Cirstea 7-6 7-6




25/6/2013
Wimbledon day 2: Seppi maratona vincente


Da Wimbledon, Alessandro Terziani

A Wimbledon è una bellissima giornata, serena e tiepida. Il clima ideale per giocare a tennis. Cinque gli italiani in programma. La sola Vinci parte nettamente favorita. Incerto il match di Seppi. Sarebbero delle sorprese i successi di Bolelli, Schiavone e Camerin.

Sul court 4 Andrea Seppi incontra nuovamente l'uzbeko Denis Istomin. Nell'ultimo anno è la terza volta che i due si affrontano in uno Slam. Nella scorsa edizione di Wimbledon, sempre al primo turno, vinse Istomin 8-6 al quinto con Seppi che aveva servito per il match sul 5-3. A Melbourne, lo scorso gennaio, l'azzurro si è preso la rivincita, sempre in cinque set, al termine di una maratona giocata sotto un sole cocente. Il copione è noto, si gioca a braccio di ferro. Seppi ed Istomin sembrano due gemelli eterozigoti separati alla nascita. Si specchiano l'uno nell'altro. L'italiano è bravissimo ad annullare due set point sul 5-6 ed altrettanti nel tie-break sul 4-6. Rimonta e chiude 8-6. Stessa altalena di punteggio anche nel secondo set con un inevitabile nuovo tie-break dominato da Seppi 7-3. Nel terzo set l'equilibrio si spezza solo sul 5-6 servizio Seppi con Istomin che concretizza un set point con un bel rovescio lungolinea. Nel quarto set è decisivo un break che consente all'uzbeko di pareggiare il conto. Seppi-Istomin non poteva che risolversi ancora una volta al quinto set. L'azzurro effettua un break iniziale e si porta avanti 3-0. Non concede nulla sul proprio servizio e porta a casa un durissimo match. Seppi avrà adesso un cliente temibile sui prati, il mancino francese Llodra.

Seppi b. Istomin 7-6 7-6 5-7 3-6 6-3

Match molto difficile per Maria Elena Camerin, brava a qualificarsi, contro la slovacca Dominika Cibulkova, accreditata della testa di serie n.18. L'italiana ha un tifoso d'eccezione, Bobo Vieri e suo fratello Max che è anche il suo fidanzato da un anno. La Camerin gioca il primo set alla pari. Sul 4-5, servizio a favore, il braccio si fa tremulo ed un paio di gratuiti di troppo regalano il set alla Cibulkova. Il tifo di Bobo è di stampo decisamente calcistico, i ?Vai Came!? si sprecano, anche se il piccolo gruppo di tifosi slovacchi lo sovrasta in decibel. L'azzurra ha un buon avvio nel secondo set, si porta 3-1, poi 5-3 e chiude 6-4. Nel terzo set la Camerin non sfrutta le numerose chance concesse dall'avversaria. L'esperienza della Cibulkova si fa sentire nei punti importanti. La slovacca vince 6-4 al terzo. Peccato per la Camerin che ha comunque dimostrato di poter giocare alla pari con una top 20.

Cibulkova b. Camerin 6-4 4-6 6-4

Nettamente favorita, sul court 18 Roberta Vinci, testa di serie n.11, affronta la sudafricana Chanelle Scheepers. Un solo precedente a favore dell'azzurra. Il match scivola via veloce. La Sheepers non ha il tennis per impensierire la Vinci. La pratica sudafricana è chiusa in soli 57 minuti.

Vinci b. Scheepers 6-2 6-1

Sullo stesso campo, dopo la Vinci, scende in campo Simone Bolelli contro il bulgaro Grigor Dimitrov. Due i precedenti a favore di Dimitrov. Parte alla grande il bulgaro incamerando facilmente il primo set. Nella seconda frazione di gioco regna l'equilibrio fino al 4-4 quando Dimitrov effettua il decisivo break. Stesso copione nel terzo set con il break per il bulgaro questa volta sul 3-3. L'italiano è ancora sofferente per la tendinite al polso che lo affligge da alcuni mesi. La differenza sostanziale tra i due giocatori l'ha fatta il servizio. Il bulgaro ha avuto un'alta percentuale di prime vincenti e non ha concesso alcuna palla break in tutto il match. Bolelli ne ha concesse undici.

Dimitrov b. Bolelli 6-1 6-4 6-3

Match difficile per Francesca Schiavone contro Sabine Lisicki sul court 1. A Wimbledon la giocatrice tedesca riesce sempre ad esprimersi al meglio. Due anni fa raggiunse la semifinale in singolare e la finale in doppio. L'unico confronto diretto è stato a Pechino nel 2009 con la netta vittoria della Schiavone. Purtroppo non c'è storia contro il panzer tedesco. Troppa la differenza in termini di potenza. La Schiavone racimola solo tre giochi in poco più di un'ora.

Lisicki b. Schiavone 6-1 6-2

In deficit, 2-3, il bilancio odierno degli azzurri. Complessivamente abbiamo cinque azzurri al secondo turno: Seppi, Vinci, Pennetta, Knapp e Giorgi.




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